Paura di esporsi? L’avevo anche io!

Ti fa paura esporti? Ti capisco, anche per me era così. Tanti anni fa, quando ho tenuto la mia prima lezione in aula, ricordo che ho avuto mal di stomaco per una settimana: il pensiero di parlare davanti a quelle 20 persone mi terrorizzava. Mi sarei ricordata quello che dovevo dire? La mia voce avrebbe tremato? Mi avrebbero fatto delle domande a cui non sapevo rispondere? Sarei riuscita a spiegare bene i concetti, a far appassionare gli studenti o, almeno a… tenerli svegli per quelle 2-3 ore? In preda a tutti questi dubbi, domande e paure, decisi di preparare per filo e per segno ogni parte della lezione per non lasciare nulla al caso. Preparai delle slide con testi fitti fitti, elenchi puntati, definizioni, immagini esplicative e, il fatidico giorno, collegai il mio computer al proiettore e mi “nascosi” dietro la cattedra leggendo una slide dietro l’altra. Inutile dire che la mia lezione non fu un successo, fu anzi di una noia mortale e del tutto inutile, o per lo meno non più utile di quello che sarebbe stata la lettura di un libro sull’argomento.

Senza addentrarci negli errori didattici che ho fatto quella volta e in come invece avrei dovuto gestire il mio intervento (cosa che potrebbe essere l’argomento per un altro post in futuro), voglio sottolineare che i (numerosi) errori che ho commesso erano praticamente tutti dovuti alla paura di espormi. La paura mi ha fatto scegliere tutte le strategie che, apparentemente, mi facevano rischiare il meno possibile di sbagliare (slide ricche di contenuto, leggere invece che parlare spontaneamente, nascondermi dietro al computer, ecc.) ma che, in realtà, hanno sortito l’effetto contrario, facendomi condurre una pessima lezione e, sostanzialmente, facendomi fare proprio quella figuraccia che temevo tanto. E le lezioni successive non sono andate molto diversamente.

Poi le cose un giorno sono cambiate. Non dimenticherò mai quel giorno: era la prima lezione di un corso molto simile al precedente (lavoravo ancora in ambito ingegneristico e il corso era sugli impianti fotovoltaici), ma in una sede differente. Arrivata in classe, con tutti gli studenti di fronte e me, mi sono accorta che il proiettore non funzionava: non potevo quindi “nascondermi” dietro a pc e slide, come la volta precedente. In quel momento ho provato grande agitazione, ma non potevo certo rinunciare a tenere la lezione.

Così, dopo il panico iniziale, mi messa in piedi accanto alla cattedra con il computer con le slide rivolto verso la classe e ho iniziato a parlare a braccio, usando la presentazione sul pc solo come traccia e riportando grafici e termini più importanti alla lavagna. Ed è stata una lezione fantastica: gli studenti erano attivi, partecipavano con domande, interventi, io sono andata avanti con tranquillità e scioltezza, inventando anche sul momento esempi e perfino semplici esercizi per far acquisire meglio le nozioni che spiegavo.

Da quel giorno è stato tutto molto più semplice. Negli anni successivi mi è capitato (ovviamente) molte altre volte di espormi: ho tenuto decine di webinar e centinaia di live su Facebook, scritto articoli sul mio blog anche un po’ “controcorrente” (ad esempio il post “Il marketing fa schifo”, che avevo qualche timore nel pubblicare ma si è rivelato uno degli articoli di avuto maggiore successo nel mio blog), registrato tantissimi video tra i contenuti gratuiti e corsi online e ho parlato dal vivo davanti a centinaia di persone in occasioni diverse (ad esempio sono stata ospite in ben 3 edizioni di Donne per le donne, condividendo il palco con trainer come Debora Conti e Lucia Giovannini). Se me lo avessero detto all’epoca del mal di stomaco per la mia prima lezione, non ci avrei sicuramente creduto. Ho avuto paura in tutte queste occasioni? No, paura no, magari un po’ di emozione, ma quella buona, che ti fa rimanere carica e concentrata e ti permette di fare del tuo meglio.

Lavorando a contatto con tante professioniste, so che non sono l’unica ad aver sperimentato la paura di espormi e so bene che, quando si tratta di promuovere i propri prodotti e servizi (in sostanza, se stesse), la paura può essere ancora più grande. Oggi, però, so anche che questo timore può trasformarsi da un ostacolo in un alleato: può essere un “promemoria” che ci ricorda di osservarci lucidamente e uno stimolo a fare del nostro meglio senza giudicarci. Nel prossimo articolo dedicato all’argomento, ti darò alcuni consigli per superare la paura di esporti, superare la timidezza e mostrare al mondo tutto il tuo talento e la tua energia.

P.S Ti ricordo che tra le risorse gratuite trovi il minicorso “Marketing per timide”, dedicato proprio a chi ha qualche “resistenza” a comunicare in pubblico e online! Lo trovi qui: https://laraghiotto.com/risorse-gratuite/

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