Sei una persona dalle mille passioni ma temi che mostrare tutti i tuoi interessi online ti faccia sembrare poco professionale?

In questo articolo vediamo come fare personal branding senza rinunciare alla tua natura multipotenziale, trasformando la molteplicità in un marchio unico e autorevole. Una guida strategica per fare ordine tra le idee, conquistare la fiducia dei clienti e valorizzare ogni tuo talento.

Personal branding per multipotenziali: come fare ordine tra le tue passioni

Sei una libera professionista multipotenziale? Allora conosci benissimo quella sensazione di avere mille interessi, amare la formazione in ambiti apparentemente distanti e sentire il bisogno costante di esplorare nuovi territori.

Nel business tradizionale, tuttavia, vige la regola ferrea dell’iper-specializzazione. Questo retaggio culturale ci porta spesso a temere che mostrare la nostra molteplicità nella comunicazione online possa farci apparire poco esperte o, peggio, amatoriali.

La verità è un’altra: la multipotenzialità non è un limite, ma un valore straordinario. Per trasformarla in un punto di forza agli occhi dei tuoi clienti ideali, hai solo bisogno di una strategia di personal branding per multipotenziali che crei un filo conduttore chiaro e coerente.

Che cos’è il personal branding (e perché ti serve se hai un’attività in proprio)

Fare personal branding significa fare in modo che le persone giuste – quelle che fanno parte del tuo target e che hanno bisogno dei tuoi servizi – si ricordino di te esattamente nel modo in cui desideri.

Quando una potenziale cliente atterra sul tuo sito web o sui tuoi canali social per la prima volta, non ha modo di cogliere immediatamente tutta la tua complessità interiore. Ricorderà solo pochissimi elementi. Il posizionamento di mercato serve proprio a selezionare quali elementi mostrare per primi, garantendo che l’impatto iniziale comunichi autorevolezza e competenza.

Se ti occupi di evoluzione personale, coaching, counseling o pratiche olistiche, metterci la faccia è il modo più potente per farlo. Gli esseri umani cercano la relazione con altri esseri umani, e la fiducia si costruisce mostrando il volto dietro l’attività, superando la freddezza di un logo astratto.

Il rischio del “sito catalogo” nella comunicazione online

L’errore più comune che compie una professionista dalle mille passioni è quello di strutturare la propria comunicazione online come se fosse un catalogo. Creare un sito web diviso in categorie totalmente scollegate tra loro (ad esempio, offrendo servizi di web design in una pagina e sessioni di Reiki nell’altra) disorienta l’utente.

Questo approccio rischia di sminuire la tua maestria. Se vuoi farti scegliere per chi sei e posizionarti come una guida autorevole, puoi applicare tre pilastri strategici per fare personal branding senza rinnegare la tua natura.

I 3 pilastri del personal branding per multipotenziali

1) Fai una selezione tra professione e hobby

Il brand non è definito solo dai servizi che vendi, ma anche dallo stile con cui comunichi. Mettendoti a tavolino con carta e penna, potresti accorgerti che non tutte le tue passioni devono necessariamente trasformarsi in un modello di business. Alcune possono rimanere splendidi hobby privati o essere utilizzate come elementi narrativi e visivi.

Se adori dipingere con l’acquerello, ad esempio, non devi per forza vendere quadri: puoi usare quel tratto artistico per caratterizzare la grafica del tuo sito, trasformando una passione in un elemento di stile unico e memorabile.

2) Sviluppa un posizionamento verticale (la competenza bandiera)

Se offri tutto a tutti fin dall’inizio, il tuo messaggio risulterà debole. La strategia ideale per una multipotenziale consiste nello sviluppare il proprio brand in verticale, scegliendo una competenza “bandiera”. Si tratta della tua abilità più richiesta dal mercato o di quella che risolve il problema più urgente del tuo pubblico.

Una volta che la cliente ha sperimentato la tua bravura, ha beneficiato del tuo aiuto e ha consolidato la sua fiducia in te, sarà felicissima di scoprire le altre tue competenze correlate e di farsi accompagnare negli step successivi del tuo approccio integrato.

3) Trova il tuo centro e il tuo filo conduttore

Anche se ti occupi di discipline diverse, c’è un elemento fondamentale che le unisce tutte: tu. Il vero trait d’union delle tue passioni non è l’argomento in sé, ma risiede nella tua visione del mondo, nei tuoi valori e nel tuo senso di scopo.

Trovare questa matrice comune ti permette di comunicare un’identità solida. Abbracciare la tua natura multipotenziale con una chiara direzione strategica ti consentirà di posizionarti sul mercato non come una figura generalista, ma come una professionista unica, capace di offrire soluzioni ricche e di immenso valore.

P.S. Esprimere la tua visione autentica e fare ordine tra le tue idee è il primo passo per attrarre clienti in target. Se vuoi scoprire come strutturare la tua identità online per farti notare in modo etico e genuino, dai un’occhiata al mio corso online gratuito Farti scegliere per chi sei: un percorso pensato per aiutarti a creare un brand che rispecchi davvero chi sei.


Se preferisci ascoltare, ecco cosa troverai nel podcast:

Panoramica sul tema:

  • Definizione di personal branding come strategia per farsi ricordare dalle persone giuste nel modo desiderato.
  • Il valore di metterci la faccia per creare una relazione di fiducia, superando l’impersonalità di un logo.

Le caratteristiche del multipotenziale:

  • Persona con molti interessi, capace di sviluppare competenze reali e profonde in più settori.
  • Impatto dell’iper-specializzazione moderna, che tende a etichettare erroneamente la molteplicità come superficialità o dilettantismo.

Rischi della comunicazione online:

  • Il pericolo del “sito catalogo” che unisce categorie slegate tra loro, generando confusione e una percezione amatoriale.
  • La necessità di fare personal branding in modo strategico per comunicare autorevolezza e competenza.

I tre consigli strategici per fare personal branding:

  • Selezionare tra lavoro e hobby: Identificare quali passioni monetizzare attraverso esperimenti pratici, usando gli altri interessi solo come elementi di stile per il brand.
  • Sviluppare un posizionamento verticale: Promuovere inizialmente un’unica competenza “bandiera” (la più richiesta dal mercato) e svelare le altre abilità solo in un secondo momento, a fiducia acquisita.
  • Trovare il proprio centro: Individuare il filo conduttore profondo che unisce i diversi interessi, radicato nella propria visione del mondo e nel proprio senso di scopo.

Leggi la trascrizione letterale dell’episodio

Oggi voglio proporre un argomento “mix” che mette insieme due temi estremamente importanti: il personal branding e l’essere multipotenziale. Parleremo, quindi, di come fare personal branding se sei una persona multipotenziale.

Naturalmente, prima di entrare nel vivo, vedremo cosa significa fare personal branding e cosa definisce una persona multipotenziale.

Che cos’è, dunque, il personal branding? Immagino tu ne abbia già sentito parlare, poiché si tratta di un tema vastissimo. In questa sede ti darò una definizione molto breve, giusto per contestualizzare. Come sempre, se l’argomento ti interessa e desideri approfondirlo, ti invito a segnalarmelo: mi trovi su Instagram, Facebook, YouTube e sul mio sito laraghiotto.com. Ci sono tutti i miei recapiti e mi fa sempre molto piacere sapere quali contenuti ti stanno a cuore.

Iniziamo con una definizione sintetica. Fare personal branding significa far sì che le persone che ti trovano online, e che ancora non ti conoscono, si ricordino di te, e che lo facciano esattamente nel modo in cui tu desideri. È importante fare una riflessione su questo aspetto: anche se siamo persone a 360 gradi — con una vita privata, un lavoro, passioni, hobby, talenti, amici e famiglia — la nostra tridimensionalità viene colta solo da chi ci è vicino. Una persona che ci incontra per la prima volta su un sito internet o su un social network ricorderà pochissime cose di noi, se non addirittura nulla.

Il nostro obiettivo e desiderio è fare in modo che le persone giuste, ossia quelle che fanno parte del nostro target e che sono potenzialmente interessate ai nostri prodotti o servizi, si ricordino di noi per le ragioni corrette. Mi rivolgo, come sempre, a chi ha un’attività in proprio e utilizza il web per farsi conoscere. Il personal branding può servire anche a chi cerca un lavoro da dipendente, ma noi ci focalizziamo sulla libera professione.

Noi vogliamo che il nostro pubblico si ricordi di noi per qualcosa strettamente legato al nostro valore professionale. Se ad esempio ti occupi di counseling e la tua specialità è aiutare le donne ad amarsi di più, a essere più sicure di sé e a superare le difficoltà relazionali, desideri che ti associno a questo tema, e non a dettagli superficiali come una bella pettinatura.

In parole molto stringate, fare personal branding significa far sì che quel poco che le persone ricordano di noi sia la parte giusta. Questo risultato dipende da come ci presentiamo. Attraverso un ragionamento strategico, decidiamo quali elementi desideriamo comunicare. Sul web, questo include anche la parte estetica e visiva (il visual), che deve essere coerente con il nostro messaggio.

Il personal branding è uno strumento di promozione particolarmente efficace perché gli esseri umani amano interagire con altri esseri umani. Se hai un profilo Instagram, avrai notato che le foto in cui compare il tuo viso ottengono molte più interazioni rispetto alle immagini di un paesaggio, per quanto bellissimo possa essere. Siamo attratti dai volti e dalle persone reali, con i loro pregi, i loro difetti e le loro caratteristiche, molto più che da un brand impersonale o da un logo astratto.

Online vediamo influencer che raccontano dettagli della loro vita privata e potremmo chiederci perché alle persone interessi tanto. La realtà è che siamo attratti dalle storie delle persone, soprattutto quando ci affezioniamo a una figura che, pur mantenendo una sfera di riservatezza, sul web agisce come un brand. Questo legame genera fiducia. I grandi marchi investono cifre importanti per trovare testimonial famosi; noi piccoli professionisti abbiamo il grande vantaggio di non dover cercare un testimonial esterno: siamo noi il volto e il brand della nostra attività. Per questo metterci la faccia è fondamentale.

Se sei una persona multipotenziale, fare personal branding nel modo corretto è ancora più cruciale. Ma cosa significa, esattamente, essere un multipotenziale? Ti leggo una breve definizione che ho scritto qualche tempo fa su Instagram e che riassume bene il concetto:

Un multipotenziale è una persona con molti interessi e la capacità di appassionarsi e diventare competente in più campi.

Se hai molte passioni e molte idee, se ami frequentare corsi che apparentemente non c’entrano nulla l’uno con l’altro, se approfondisci una materia fino a padroneggiarla e poi, dopo un anno, avverti il bisogno di passare a un nuovo interesse perché senti di aver già assimilato le basi importanti, allora hai il tipico comportamento di una persona multipotenziale.

Oggi i multipotenziali si scontrano con un certo livello di pregiudizio, poiché viviamo nella società dell’iper-specializzazione. Se nel Rinascimento la persona competente in più ambiti era considerata completa, colta e di grande valore, oggi accade il contrario. Istintivamente si tende a pensare che se qualcuno si focalizza su un unico tema possa raggiungere l’eccellenza, mentre chi si dedica a più attività corra il rischio di fare tutto superficialmente, senza essere davvero esperto in nulla.

Questo è un falso mito. Esistono persone che trovano la propria vocazione in un’unica strada e la seguono per tutta la vita, e va benissimo così, ma esistono anche persone che possiedono una mentalità più flessibile e aperta. Se comunichiamo online che sappiamo fare tutto, il pubblico penserà che non sappiamo fare niente con un reale livello di maestria. Ed è esattamente l’effetto opposto a quello che desideriamo ottenere.

Una caratteristica dei multipotenziali è la straordinaria curiosità. Quando scoprono una nuova materia, vi si dedicano con un’energia, un tempo e una devozione tali da sviluppare competenze reali e profonde in tempi brevi. Di conseguenza, possono diventare molto bravi in più campi. Gestire questa ricchezza nel personal branding, però, richiede strategia.

Ho voluto dedicare questo spazio alla connessione tra personal branding e multipotenzialità perché è una dinamica che riscontro costantemente, sia nel mio percorso personale — essendo io stessa multipotenziale — sia nel lavoro con le mie clienti. Spesso mi dicono: “Vorrei fare questo, ma mi interessa anche quest’altro, e vorrei inserire anche una terza cosa… come posso fare?”

In questi casi, la soluzione non è creare un sito web “catalogo” diviso in categorie scollegate tra loro (ad esempio: Categoria A per il Lavoro A, Categoria B per il Lavoro B, e così via). Questo approccio amatoriale disorienta l’utente, dando l’impressione di un profilo che unisce hobby diversi nella speranza di vendere qualcosa. Il nostro obiettivo è l’esatto contrario: apparire come professioniste autorevoli, strutturate e competenti.

Quando accompagno le professioniste in questa situazione, lavoriamo principalmente su tre consigli strategici.

Il primo punto consiste nel valutare se sia necessario compiere una selezione tra ciò che vogliamo trasformare in una professione e ciò che deve rimanere un semplice hobby. Può sembrare un’osservazione banale, ma quando ci si siede a tavolino con carta e penna per elencare tutte le proprie competenze, ci si accorge che non per tutte le nostre passioni abbiamo il reale desiderio di costruire un modello di business. A volte è necessario sperimentare per capirlo.

Diversi anni fa, dopo aver lasciato il mio lavoro da ingegnere, mi appassionai alla creazione delle bambole steineriane Waldorf, realizzate interamente con materiali naturali. Studiai la materia, ordinai i materiali dalla Germania e tenni persino un corso di due giorni per insegnare a realizzarle a un gruppo di donne e bambine. Fu un’esperienza divertentissima e pensai di farne un lavoro. Per testare l’idea, decisi di partecipare a un mercatino. Per allestire il banco dovevo produrre un numero significativo di bambole, così passai un mese intero a cucire e tagliare dalla mattina alla sera. Quell’esperimento fu la mia cartina di tornasole: capii che creare una singola bambola o insegnare a farla mi piaceva moltissimo, ma la produzione seriale e solitaria non faceva per me e non mi rendeva felice.

Quella passione è rimasta un bellissimo hobby privato. Fare un esperimento circoscritto nel tempo è molto più efficace rispetto a investire mesi e risorse nella strutturazione di un’attività, per poi scoprire che non si ha voglia di portarla avanti.

Il brand, inoltre, non è definito solo dai servizi che offri, ma anche da come fai le cose. Una tua passione può diventare un tratto distintivo della tua comunicazione visiva o narrativa, senza essere un servizio in vendita. Se ti piace dipingere con l’acquerello, ad esempio, potresti utilizzare questo stile per personalizzare la grafica del tuo sito. Nel mio caso, pur amando dipingere, ho scelto di utilizzare l’acquerello per caratterizzare l’identità visiva del mio “Business del Cuore”, trasformando una passione in un elemento di stile unico.

Il secondo consiglio è quello di individuare se, tra le tue varie competenze, ce n’è una che viene richiesta dal mercato in modo più forte e diretto rispetto alle altre. Pensiamo a un professionista che si occupa di naturopatia, dietetica e Reiki. È molto più probabile che le persone si rivolgano a lui con una richiesta specifica e accattivante come “voglio dimagrire”, piuttosto che per un generico “voglio raggiungere il benessere”.

Questo ti permette di costruire la tua comunicazione principale intorno alla richiesta più forte del tuo pubblico. Una volta acquisita la fiducia del cliente e averlo guidato nel primo percorso, potrai proporre, in un secondo momento, gli step successivi del tuo approccio multipotenziale, come una consulenza sull’alimentazione vegetale o un percorso energetico. Se ti presenti fin dall’inizio offrendo tutto a tutti, il messaggio risulterà debole e impersonale. La tua multipotenzialità non deve svilupparsi in orizzontale, disorientando chi ti incontra per la prima volta, ma in verticale: un chiaro punto di partenza che fa da bandiera, seguito da un percorso più ampio che si svela man mano che si consolida il rapporto professionale. Quando un cliente sperimenta la tua bravura nel primo passo, sarà entusiasta di affidarsi a te anche per le tue altre competenze.

Il terzo aspetto, che è quello che amo di più, riguarda la ricerca del proprio “centro”. Sebbene tu sappia fare molte cose diverse, queste discipline sono unite da un unico filo conduttore: te stessa. C’è sempre un trait d’union profondo che lega i tuoi diversi interessi, e raramente si tratta dell’argomento in sé. Spesso risiede nella tua visione del mondo, nei tuoi valori o nel tuo senso di scopo. Questo centro rappresenta il terreno fertile su cui puoi piantare e far fiorire tutte le tue diverse competenze.

Trovare questa matrice comune ti permette di comunicare un’identità solida e coerente, trasformando la tua molteplicità da potenziale elemento di confusione a straordinario valore aggiunto. Abbracciare la tua natura multipotenziale con una chiara direzione strategica ti consentirà di posizionarti sul mercato non come una figura generalista, ma come una professionista unica, capace di offrire soluzioni ricche, integrate e di valore.

Ti ringrazio per avermi ascoltata. Buona crescita e alla prossima puntata!