In questo episodio parliamo di come trasformare interessi e percorsi diversi in un’unica esperienza professionale autentica. Silvia Roggero condivide il suo viaggio dal massaggio e yoga al coaching e allo sciamanesimo, con strategie pratiche per valorizzare tutte le proprie competenze senza sentirsi sopraffatti.
Sintesi dell’episodio
- Affrontare la sfida di integrare multiple competenze: la difficoltà iniziale nel far convivere armoniosamente competenze e passioni diverse in un percorso unico.
- Silvia Roggero: un percorso multiforme: un’insegnante di yoga posturale e shamanesimo, coach certificata Louise Hay, con un background ricco e diversificato.
- La percezione iniziale di frammentazione: Silvia ha inizialmente vissuto le sue diverse competenze come pezzi separati da presentare al mondo.
- La malattia come punto di svolta personale: una diagnosi importante a 34 anni l’ha portata a fermarsi e iniziare a prendersi cura di sé attraverso lo yoga.
- L’evoluzione naturale delle competenze: dal massaggio allo yoga, all’insegnamento, fino al metodo Louise Hay e allo shamanesimo, seguendo incontri e sincronicità.
- La scelta coraggiosa dell’integrazione: il passaggio decisivo è stato smettere di adeguarsi alle aspettative esterne per esprimersi in modo autentico.
- Scoprire il proprio centro identitario: Silvia identifica il suo nucleo nell’essere un supporto multidimensionale per corpo, mente, emozioni e anima.
- Strategie pratiche per unificare i propri talenti: focalizzarsi su un’attività per volta, eliminare il superfluo e organizzarsi seguendo il proprio flusso.
- Comunicare con autenticità oltre il perfezionismo: l’importanza di comunicare partendo dal cuore, abbandonando il confronto con gli altri e il perfezionismo sterile.
- Le attività attuali di Silvia: propone lezioni di yoga dal vivo e online, cerchi sciamanici, corsi Louise Hay e massaggi in modo flessibile.
- Il messaggio fondamentale: imparare ad ascoltarsi: l’importanza cruciale di dedicare tempo all’ascolto di sé stessi per trovare la propria armonia interiore.
Trascrizione
Lara
A volte quando abbiamo tante competenze, tante passioni e tanti strumenti può sembrare difficile farli convivere in modo armonioso, magari ci chiediamo se dobbiamo scegliere una sola direzione oppure se esiste un modo per diciamo intrecciare tutto in un percorso che sia unico e che sia autentico e proprio di questo parliamo nella puntata di oggi.
Lo facciamo con un ospite che tra un attimo vi presento, ma prima una cosa sul podcast. Io sono Lara Ghiotto, questo è il podcast Marketing per timide dove condivido idee, ispirazione e strategie che sono il frutto di dieci anni e più di esperienza nel lavoro online a fianco di chi vuole sviluppare il proprio business del cuore. In questo periodo, fino a più o meno a fine anno, ti propongo nel podcast di ascoltare le esperienze e suggerimenti di altre persone che ho incontrato nel mio percorso professionale, quindi ci saranno delle conversazioni con ospiti che come me hanno costruito il loro percorso seguendo la propria missione e il proprio modo di essere.
In questa puntata incontriamo Silvia Roggero. Eccoti qua, ciao Silvia.
Silvia
Ciao, ciao Lara, ciao a tutti, grazie per il tuo invito, sono felicissima di essere qui.
Lara
Grazie a te. Silvia è un’insegnante di yoga posturale, di shamanesimo, una coach certificata a Louise Hay e anche tante altre cose, ma adesso ci racconterai un po’ tu. Il fatto è che Silvia ha un percorso che è ricco di esperienze, di competenze diverse e fino a un certo punto, mi permetto di dire, poi mi racconterai un po’ tu, mi è sembrato che tu avessi sentito queste cose un po’ come pezzi separati, non tanto di te, ma quanto del modo di presentarti, di metterti online, ma non solo online, quindi nel tuo lavoro, nella tua vita.
Però con il tempo hai sicuramente trovato un ottimo modo per far dialogare queste parti, facendo anche modo che una arricchisca le altre, creando un tuo approccio, che è unico, che è personale, dove il corpo, la mente e lo spirito si incontrano. Oggi vorrei proprio parlare con lei di questo cammino di integrazione, quindi di come si passa dalla frammentazione a una coerenza e di come si passa dal sentirsi un po’ divisi, un po’ indecisi, invece trovare, soprattutto incarnare quel filo unico, io dico sempre quel cuore che unisce tutti. Quindi io oggi vorrei così parlare con lei di questi argomenti, invitando un po’ tutti a riconoscere un po’ la ricchezza che c’è anche nella nostra anima professionale, soprattutto quando ci sono tante cose, perché tantissime persone sono molto curiose e interessate a fare più cose.
Quindi vediamo un po’ come si può, o meglio con l’esperienza di Silvia, come ha fatto lei a un po’ unire i puntini. Quindi innanzitutto ti chiedo di raccontarci un po’ il tuo percorso, direi professionale, però soprattutto il percorso personale che ti ha portato poi a intraprendere questo per forza professionale, quindi nella tua vita, con tutti gli ambiti che adesso tu hai esplorato, hai fatto, sei formata, hai praticato, hai esplorato e hai integrato. Prego.
Silvia
Sì, allora, io ho iniziato in realtà lavorando nell’azienda di famiglia e poi a 30 anni ho avuto l’opportunità di entrare con mia sorella, una delle mie sorelle, nella sua attività, dove poi mi sono integrata di centro estetico. E io ero molto felice di fare questo passaggio perché avevo voglia di esprimermi, di riuscire a trovare una voce personale nella mia vita e nel mio lavoro. E quindi ho colto la palla al balzo e ho iniziato, ho ricominciato a studiare, tra l’altro l’ingravidanza di mio figlio a 30 anni, ho ricominciato a studiare facendo quello che tra le cose che hai detto manca, che è il massaggio.
Io sono massaterapeuta e quello è stato il mio primo passo come operatrice socialistica. E ho scoperto che ero molto brava, cioè che mi riusciva benissimo. Era quasi come l’avessi sempre fatto, mi veniva naturale.
Facendo i massaggi alle clienti, inizialmente erano massaggi estetici, spesso loro mi dicevano, ma Silvia lo sai che io vengo qua per parlare con te, oltre che per il massaggio, per parlare con te, tu dovresti fare la coce. Dicevo, ma cos’è sta parola, non sapevo davvero neanche il significato. Diciamo che il fatto di ascoltare le persone è una cosa che mi è sempre piaciuta, fin da quando ero piccola.
Quello che amo maggiormente nella vita è incontrare le persone proprio cuore a cuore, nel senso che quando ci incontriamo in giro, tutti portiamo un po’ delle maschere, è normale, no? Invece incontrare le persone proprio anche nelle loro fragilità e anche potermi io sentire libera di esprimermi in maniera naturale, cioè in maniera profonda e vera, ecco è una cosa abbastanza rara oggi come oggi, no? Cioè è più facile andare in giro in maniera più formale.
Quindi il massaggio è stato il primo modo per avere un contatto con le persone più profondo. Poi quando ho avuto 34 anni mi è arrivata, mi hanno diagnosticato una malattia abbastanza importante e diciamo che insomma ha sconvolto un attimo tutta la mia vita perché ho dovuto interrompere quello che stavo facendo, occuparmi della mia salute e la prima cosa che ho fatto è stata quella di iniziare a prendermi cura di me attraverso lo yoga. Quindi oltre a fare il mio percorso attraverso gli ospedali e quindi anche attraverso un’operazione chirurgica, ho iniziato però a prendermi cura di me come non avevo mai fatto prima.
Quindi ho iniziato a fare questo corso di yoga dall’unedì al venerdì tutti i giorni dalle 6 alle 8 del mattino. E questo è stata per me l’inizio di un iniziare ad accorgermi che comunque ci sono anch’io, cioè ascoltare gli altri è bellissimo, ma a un certo punto ascoltare me stessa e fermarmi soprattutto perché poi quando hai problemi di salute tocca fermarti. Siamo sempre tutti un po’ imperativi in questa società, più cose facciamo e più siamo fighi, ecco invece io ho proprio scoperto l’importanza del fermarmi e dell’ascoltare me stessa.
Fin quando una mia amica mi ha detto, visto che lo yoga ti fa così bene, visto che sei riuscita a riprenderti dall’operazione così in fretta, perché non diventi insegnante? Lì per lì mi è sembrata una cosa enorme, ho detto vabbè, c’è tanta roba. Poi in realtà mi sono informata, ho iniziato a informarmi e mi sono iscritta a una scuola di due anni che era un’ora e mezza da casa mia, diciamo, in provincia di Alessandria.
Mi sono iscritta a questa scuola quindi mi sono formata come insegnante. Anche lì è stato un passaggio naturale perché le persone si affidavano facilmente alle mie lezioni perché avevano visto il mio recupero veloce attraverso post operazione chirurgica e quindi ho avuto la possibilità di avere subito diverse persone che si sono iscritte alle mie lezioni. Quindi piano piano sono cresciuta anche come insegnante, perché poi come tutte le cose quando pratichi su di te è un conto, poi bisogna anche imparare a passare queste cose agli altri.
E quello è stato, diciamo, un enorme trasformazione nella mia vita, anche perché adesso sono passati 12 anni e non ho mai smesso, non ho mai smesso di insegnare, quindi è una cosa che non mi stufa mai, è proprio anche quello un modo bellissimo per condividere anche il silenzio, perché poi le lezioni di yoga non sono 1 e 2 e 3, ma sono nel silenzio con la musica, anzi in realtà io spesso la musica non la uso e quindi ho trovato questa dimensione che sentivo proprio mia, no?
Lara
Quindi massaggio, poi yoga, poi insegnare lo yoga e poi sono gli altri due pezzi, come sono arrivati.
Silvia
Allora, mentre appunto inizio a prendermi cura di me, quindi anche lì poco dopo la diagnosi, un’altra amica per caso, perché è sempre tutta una casualità no? Quindi un’altra amica per caso mi porta il DVD con il docufilm di Louise Hay e la sua storia. Questa donna che anche lei ha avuto un tumore al seno, è stata la pioniera del pensiero positivo.
Il suo libro più importante, Puoi guarire la tua vita, ha venduto oltre 50 milioni di copie in tutto il mondo, ma la sua storia, quindi la sua intervista, mi è arrivata dritta al cuore e ho detto voglio approfondire chi è Louise Hay. Insomma, da lì nel giro di pochissimo ho deciso di recarmi presso l’unica insegnante in Italia che può formare gli insegnanti, quindi ho fatto il corso sia per me stessa e sia per portare questo metodo agli altri. E quindi è arrivata anche questa parola coach, no?
Mi sono formata un anno come insegnante per formare gruppi, quindi dei gruppi di persone, e l’anno successivo un’altra formazione per diventare coach e poter condurre delle sessioni individuali, quindi insomma c’era già…
Lara
Sì, la formazione completa del percorso di Louise Hay, benissimo.
Silvia
E lì ho iniziato a condurre gruppi e anche lì funzionava. Mi piaceva anche lì, ho appena iniziato due giorni fa, l’ultimo gruppo è partito, l’ultimo gruppo in dieci incontri, quindi insomma è una cosa che continuo a portare avanti, non mi annoio mai. Gruppo dopo gruppo imparo sempre delle cose nuove ed è sempre bellissimo avere persone diverse, no?
Ogni persona porta il suo pezzettino di storia e quindi anche quello è uno scambio di cui non riuscirei a fare a meno. L’ultimo tastello, lo shamanesimo, è arrivato anche lì per una serie di coincidenze incredibili perché avevo avviato il metodo di Louise Hay, quindi tenevo gruppi o sessioni individuali, insegnavo lo yoga, continuavo a fare massaggi perché ero ancora al centro estetico che nel frattempo è diventato un centro benessere perché ho iniziato a portare la parte più olistica, non era solo più una questione estetica.
Quindi a un certo punto per Natale una mia cliente mi fa un regalo e mi dice guarda ti regalo questo libro, è il terzo di una serie, chissà magari ti piace leggerlo. Combinazione, io a casa avevo gli altri due, erano una trilogia di Carlos Castaneda e ho letto anche il terzo libro e lo stesso Natale mia mamma mi regala un libro che ha scritto uno shamano che si intitola Il vento è tua madre. Io ho detto ma cos’è sto shamanesimo?
Io non sapevo sinceramente, cioè l’ho sentito come parola shamanesimo ma non sapevo assolutamente cosa fosse. Anche lì nel giro di Natale, quindi tra Natale e Capodanno, sono andata su internet a cercare una scuola, combinazione tra l’altro poco tempo prima avevo fatto due viaggi shamanici se non sbaglio, però anche lì non avevo mai pensato di andare dall’altra parte, cioè quindi sapevo a spanne cos’era. Quindi insomma cerco una scuola velocemente, trovo una scuola che mi piace tantissimo, cioè mi piace quando dico mi piace mi chiama, mi ispira, come sei stata tu per me Lara?
C’è un po’ così a cuore no? Quindi in pochi giorni dovevo convincere mio marito e mia sorella a darmi tra virgolette il permesso, perché comunque a quel bimbo piccolo, mio figlio avrà avuto cinque anni, avevo bisogno dell’aiuto di mio marito.
Lara
Quindi scusami è stato anche uno sforzo in quel caso.
Silvia
Sì, effettivamente non è stato semplice integrare e gestire un po’ anche il bimbo e tutto, però sono riuscita a fare anche questa trasformazione di due anni. Sì, assolutamente, assolutamente.
Lara
Bene, e questi aspetti io vedo che tu adesso fai sia cose, diciamo così, tra virgolette separate, perché fai i percorsi di Louise Hay, fai gli incontri di shamanesimo, fai le tue lezioni di yoga, però in un certo senso non le senti più come pezzi separati. Cosa è cambiato, nel senso, come si sono integrate, qual è stato il tuo percorso? Sì, professionale, però in realtà, come sappiamo tutte e due, in realtà è molto più un percorso interiore.
Raccontaci un po’ questo processo, da queste cose che si sono sommate al voglio propormi con la mia identità, che va a comprendere tutto, perché in effetti dentro di te c’è tutto questo, come competenze, ma anche come proprio sensibilità, abbiamo sentito quanto queste cose ti appassionano, le hai vissute profondamente.
Silvia
Sì, come hai detto tu, è un percorso interiore, nel senso che all’inizio, quando volevo anche propormi online e quindi promuovere quello che facevo online, tutti ti dicono che devi per forza focalizzarsi su una cosa o su massimo due, e io ho detto cavolo, allora qua mi tocca scegliere. Poi a un certo punto mi sono chiesta, ma veramente, io chi sono, cosa voglio dare, e mi sono resa conto che non potrei fare a meno di nessuna di queste parti, e quindi ho iniziato semplicemente dentro di me probabilmente, a non voler più corrispondere a quello che magari i social ti chiedono o la società ti chiede, ma semplicemente essere completa e integra con tutte le parti di me. Mi appassionano tutti, infatti non riesco più di parlare, di andare nei dettagli di ogni singola cosa che faccio, perché mi piace tanto.
Si sono integrate naturalmente nel momento in cui io ho deciso che volevo esprimermi in maniera autentica, seguendo quello che mi fa battere il cuore, cioè tutte queste cose.
Lara
Ok, ok, interessante, quindi fino a un certo punto ti sei un po’ sforzata di farlo in modo dall’esterno verso l’interno, e poi quando hai cambiato prospettiva hai detto parto da me e allora porto fuori. Io ho questa idea, che tu hai già sentito perché ci conosciamo da un po’, questa idea che ognuno di noi ha un cuore a livello di identità, ecco, e tutte le cose che facciamo, che sappiamo, sono un’espressione di questo nostro centro, più che un centro, sono l’espressione di questo nostro centro. So che è una domandona, però il tuo centro qual è?
Per quello che si può esprimere, poi chiaro che usiamo le parole, semplifichiamo, perché come persone siamo sicuramente più complessi, però tu lo percepisci, no, di portare questa tua autenticità, questa tua essenza, ecco.
Silvia
Sì, il mio centro, cioè io mi sono resa proprio conto, nella vita e nel lavoro, che noi esseri umani, io come essere umano, non sono solo corpo, non sono solo mente, non sono solo le mie emozioni e non sono solo le mie intuizioni, ma sono tutte queste parti e quindi ecco che col mio lavoro io vado a incontrarti e a portarti degli strumenti per poter evolvere nel corpo, nei pensieri e a livello emozionale e anche a livello dell’anima, se vogliamo parlare di anima.
Noi siamo esseri moltidimensionali, ecco perché ci sono diverse facettature e non voglio mettere da parte nulla di queste parti di me.
Lara
Certo, quindi possiamo dire che, diciamo, con la tua predisposizione all’ascolto, ma anche con tutte le cose che fai, tu offri alle persone un supporto, ma soprattutto un’accoglienza di tutte le parti di loro, immagino, perché spesso non ci concediamo di essere più cose fino a quando qualcuno non è il primo, cioè non troviamo qualcun altro che ci permette di, cioè ci accoglie e quindi ci permette anche a noi stessi poi di accogliere noi stessi, nella nostra molteplicità.
Silvia
Sì, spero di poter con questo video anche essere, se vogliamo da esempio, a persone che magari hanno tanti talenti, tante passioni e magari non trovano e pensano di dover lasciare da parte qualcosa, ecco, innanzitutto ci vuole anche molta organizzazione, quindi ci vuole bisogno di seguire i mentori giusti per riuscire a imparare anche a organizzare questo lavoro, questo sicuramente. Molta organizzazione, serietà, impegno, tanto impegno, ma come tutte le cose belle, necessarie sono impegno e lavoro dietro.
Lara
Certo, quindi seguiamo il cuore, ma non è solo, oh, seguo il cuore, non faccio niente, perché tanto tutto arriva. Quindi il primo consiglio che daresti alle persone che si sentono un po’ frammentate, sentono di avere varie anime che non riescono a mettere insieme, il fatto di mostrarsi in modo autentico, che l’hai detto implicitamente prima, giusto, e organizzarsi. Poi altre, raccontami quali sono i tuoi consigli, appunto, le tue indicazioni, e poi dopo vediamo quali sono anche le difficoltà, perché non c’è solo la parte bella di quando si ha il risultato, no?
Per arrivarci ci vuole un po’.
Silvia
Sì, un altro consiglio che posso dare è che io per arrivare a mettere tutte queste parti insieme le mi ti ho tolto, e infatti ho anche lasciato il centro benessere di mia sorella, e adesso sono meravigliosamente freelance, come ho sempre desiderato, mi muovo in vari luoghi diversi, nelle colline delle Langhe, perché abito qua nelle Langhe in Piemonte, e mi piace proprio questo, cioè mi piace muovermi, trovare location, appoggiarmi ad altre location, ho trovato una location meravigliosa per fare i massaggi, però all’inizio ho dovuto togliere, togliere, spoltire, spoltire, spoltire, e poi aggiungere solo quello che veramente sentivo che arrivava in maniera anche fluida, quindi quando tutto inizia a essere troppo macchinoso, troppo difficile e complicato, allora lì è meglio concentrarsi su una cosa sola.
Poi quando riusciamo a fare benissimo quella cosa, e troviamo fluidità, organizzazione, quando siamo organizzati siamo anche più veloci, quindi una volta che troviamo fluidità nel fare una cosa, allora poi iniziamo a riportare, andare a riprendere anche le altre cose che avevamo messo un attimo da parte, però è sempre importante focalizzarsi una cosa alla volta, poi quando prendi velocità, è un po’ come una palla di neve, che pian piano cresce, ma è fondamentale non perdere mai il micro per poter raggiungere il macro, quindi focalizzarsi e essere concentrati su ciascuna cosa, su ogni singola cosa.
Lara
Molto interessante, adesso io faccio un richiamo agli ultimi episodi con altre persone, ed è sempre venuto fuori, persone che ovviamente hanno raggiunto dei risultati interessanti eccetera, è sempre venuto fuori il discorso di fare piccoli passi, micro azioni come vogliamo chiamarle, quindi di non guardare soltanto a cosa posso ottenere domani, perché ovviamente quello che posso ottenere domani è un risultato piccolo, perché ho poco tempo, ma cosa posso ottenere tra magari sei mesi, tra un anno, facendo però poi mettendo in pratica con piccole azioni, quindi questo è una cosa che ogni volta viene fuori, perché probabilmente è il comune denominatore di chiunque riesce a concludere qualcosa, iniziare può essere, però concludere nel senso di mettere in pratica, perché molto spesso la difficoltà di tutti, anche noi, mi arrischio a parlare anche per te, ma diciamo di avere tanti idee e poi quelle che si mettono in pratica sono meno, che va bene così, però se poi invece su un periodo in cui abbiamo tante idee non mettiamo niente in pratica, allora focalizzarsi su una cosa per volta, che non vuol dire lasciare perdere tutto il resto, ma mettere un attimo in standby e poi quando ho familiarizzato magari con la cosa numero uno riesco ad andare avanti, ottimo consiglio questo.
Ecco parliamo invece dal punto di vista della comunicazione, perché fino adesso ci siamo un po’ focalizzate su come farle concretamente le cose, quindi togliere quello che non serve più, dal punto di vista della comunicazione, quali sono state le difficoltà, i dubbi che magari ti venivano quando dici ma io mi propongo come, così o come, cosa, capiranno le persone, cosa hai pensato tu e poi soprattutto come hanno risposto invece le persone che ti seguono sul territorio, quindi a loro in qualche modo andava bene?
Silvia
Sì, guarda, anche in questo caso mi sono accorta che è meglio partire da dentro, anche lì ho frequentato una scuola addirittura di due anni per imparare a fare i video, come devo fare i video online, poi a un certo punto mi sono resa conto che quando cercavo di essere me stessa davanti al video, davanti alla telecamera o anche quando scrivo un post, ecco ad esempio scrivere i post su Facebook, cioè se io parto dal mio cuore, ma è incredibile, ma l’algoritmo capisce, lo sa, quando io veramente sono sintonizzata con me stessa, cioè vuol dire che respiro, sono tranquilla e non penso a chissà gli altri cosa penseranno di questo, ecco quella è proprio una prospettiva sbagliata che non ci aiuta a trovare la nostra autenticità. Di quello che è la voce, la voce in carriera, che è una somma di tutte le nostre esperienze, che sono diverse da tutte le altre e poi soprattutto una cosa importante è non confrontare, lo dici sempre anche tu, non confrontarsi continuamente con gli altri, vedi una collega dice, mamma mia questa come brava, certo che ne so, oppure non eccederne e focalizzare su dio i capelli, come stanno, cioè una volta che essere spontaneo, cioè presentarsi ovviamente bene è una cosa piacevole anche per chi guarda, ma uscire da questo perfezionismo, sia dal punto di vista estetico che della performance, che ci corrode e non ci permette di essere autentiche, ci toglie tutta l’autenticità, un piccolo difetto, oppure la nostra cadenza magari nel parlare, oppure quella parola che ripetiamo sempre può anche diventare una caratteristica e quindi va bene così, cioè buona da prima, come fanno i giovani oggi, come fanno, cioè brufoli, io li adoro, li adoro già, perché non ce ne è caso che parlano e dicono grazie, è fantastico, perché comunque così dobbiamo essere noi stessi.
Lara
L’aspetto del perfezionismo è fondamentale ed è un po’ una costante che a chi più, a chi meno, ma si presenta di tanto in tanto e viene fuori, però in effetti nel momento in cui riusciamo a, certe volte davvero è solo anche far partire, fare una prova e in questo senso io trovo che il riscontro che ci danno le altre persone non tanto per devo fare per apparire, però quando a me è successo varie volte che magari ho fatto dei video che non mi piacevano perché non riuscivo a finire una frase, era un momento, ci sono momenti poi soprattutto per noi donne durante il mese, momenti in cui riusciamo a parlare in modo fluido, momenti in cui ci impapiniamo e ripetiamo e facciamo delle frasi contorte, capita e ovviamente se devo programmare qualcosa cerco di seguire anche questi ritmi per assecondare, non mettermi in difficoltà, però capita di far qualcosa nel momento in cui bisogna farlo e basta. E quello che ho riscontrato poi tra le persone che guardano è guarda mi piace di più il video spontaneo con l’errore, con la frase ripetuta rispetto al video di pubblicità di plastica con la luce perfetta, tutto perfetto, il sorriso diventa finto perché poi ci sentiamo molto artificiali, facciamo l’intelligenza artificiale e risolviamolo, però le persone cercano persone non perfezione, questo dobbiamo sempre ricordarcelo perché noi negli altri lo cerchiamo, l’imperfezione ci piace, in noi stesse dipende, bisogna arrivarci. Bene, e se ti chiedessi di lasciare un messaggio a chi sta cercando la propria armonia professionale, armonia interiore così per concludere questa chiacchierata, cosa diresti a concludere?
In realtà ti faccio ancora due domande, poi sul lavoro tuo un po’ più specifico, anche i recapiti che mi dimentico sempre, ma sicuramente ci sono persone che vorranno poi venire a vedere cosa fai e lo facciamo così, prima diciamo queste cose qui, appunto nell’ottica dell’imperfezione, poi il messaggio lo lasciamo alla fine, però raccontaci, allora tu fai, inizio io poi finisci tu, hai dei corsi che sono online, che sono sul tuo sito, che le persone possono acquistare, sia di Louise Hay sia di Yoga, poi tieni delle classi che sono dal vivo, tieni classi anche online durante la settimana, lo shamanesimo come lo proponi, raccontaci un po’ proprio la tua settimana, come si svolge, cosa proponi?
Silvia
Allora propongo diverse classi di yoga, tante, penso che ultimamente proprio si è allargata questa cosa anche nelle colline vicino, quindi tengo diverse classi di yoga posturale dal vivo, e solo una in sabato alle sette e mezza del mattino online, quindi lì possono procedere chiunque anche di stanza, quindi sette e mezza di sabato mattina, che secondo me è il modo migliore per finire la settimana e iniziare il weekend, poi tra l’altro ho fatto la mattina e lo yoga è da farlo al mattino, secondo me, poi in realtà io tengo anche diversi orari che trovate sul mio sito www.silviaroggero.it, nella pagina corsi trovate proprio tutti gli orari che ho in questo momento, le lezioni dal vivo sono chiuse perché non ci stanno più, poi ho qualche personal e qualche persona che viene a casa mia, ho riservato un piccolo spazio, faccio ancora qualche massaggio, non tantissimi perché è una cosa anche impegnativa fisicamente, però mi piace continuare a mantenere questa cosa perché è un bellissimo scambio, massaggio solo donne, l’ho riservato alle donne, dopodomani tengo un cerchio sciamanico, i cerchi sciamanici li ho tenuti anche online ma preferisco sinceramente tenerli dal vivo, in presenza.
Lara
Dopodomani in realtà le date le trovate sul sito perché in realtà non pubblicheremo oggi questa intervista, e ogni quanto li tieni questi cerchi sciamanici? C’è una scadenza oppure no?
Silvia
Allora, preferibilmente ogni luna piena.
Lara
Ok, quindi circa una volta al mese.
Silvia
Esatto, poi dipende se coincide con ferragosto ovviamente, magari non la torno a ferragosto, però indicativamente sì, ogni luna piena. Per quanto riguarda il corso di Louise Hay c’è sia tutto il corso videoregistrato a disposizione sul mio sito, e sono dieci lezioni da un’ora dove io spiego l’argomento, sono dieci argomenti diversi con gli esercizi ufficiali del corso, e poi ogni tanto durante l’anno organizzo dei corsi, appunto ne è appena partito uno, ma anche li troverete, anche quelli li troverete sul mio sito, oppure sui miei profili Facebook e Instagram, che sono Silvia Roggero, quello su Facebook e su Instagram aiuto.
Lara
Vabbè lo mettiamo, lo mettiamo nelle descrizioni eccetera, comunque tu sei sui social, sei attiva sia su Instagram, sia su Facebook, sia con una pagina, sia col tuo profilo personale direi, no?
Silvia
Esatto, no la pagina no, me l’hanno hackerata. Ok, senza pagina in questo periodo.
Lara
Profilo personale su Facebook e su Instagram. Ok, quindi adesso è così, poi spero che si riesca a risolvere. Bene, bene, quindi un sacco di proposte, e ecco ti chiedo un’ultima cosa per il discorso dell’integrazione.
Le persone che vengono a fare una o più attività sono diverse, nel senso c’è chi fa yoga, fa solo yoga, oppure ci sono persone che fanno un po’ tutto, che hanno percepito questa unità, poi alla fine dal punto di vista dell’obiettivo comune, del benessere, della crescita che tu proponi.
Sì, allora c’è qualcuno che fa tutto, ha già provato tutto, tutte e quattro le cose, invece c’è qualcuno che da anni mi segue con lo yoga, ma magari è interessato solo a quello, oppure c’è chi mi segue appunto solo in cerchi sciamanici, oppure ha fatto magari dei percorsi di Louise Hay, però magari vorrebbe fare altro, ma è arrivato da lontano, perché quando faccio i corsi di Louise Hay a volte tengo anche i due giorni, sabato e domenica arrivano anche da lontano.
Di solito a gennaio, giusto? Dipende, anche lì dipende, dipende, bisogna seguirmi tutto solo per vedere quando arriva l’ispirazione, perché poi arrivano sempre una sorta di coincidenze che mi dicono ok, e ora?
Ok, sì, allora l’anno scorso c’è stato quello a gennaio, mi ricordo, no? Inizio anno, infatti. Esatto, invece adesso, l’anno scorso, l’anno scorso quest’anno, l’anno in cui siamo in realtà.
Negli ultimi, nell’ultimo periodo ho sempre fatto i due giorni, quindi il corso intensivo, invece adesso sono appena partita con un gruppo dove faremo dieci incontri, però il gruppo è chiuso, cioè chi entra inizia e finisce. Certo, certo. Perché poi è un viaggio che, insomma, si fa insieme, è molto bello.
Ok, allora io appunto ti chiedo, adesso tra un attimo ti chiederò di lasciare un messaggio finale e lo lascio anch’io, nel senso da quello che mi hai detto, ho l’impressione che è una cosa molto importante nel tuo approccio, sì, anche seguire veramente molto la tua parte, cioè c’è una parte di programmazione, c’è una parte di studio, c’è una parte anche di lavoro, anche Silvia ha fatto un sito, abbiamo anche lavorato insieme, poi lei ha imparato a gestirselo, a cambiare, non è certo il tuo lavoro fare siti web, però sei diventata molto brava e questo ti permette anche una libertà di espressione anche in quell’ambito, quindi sicuramente c’è tutta questa parte, però c’è anche tutto un seguire la tua parte più, diciamo, intuitiva, di coincidenze, di sincronicità, mi sembra una cosa molto importante, no? Che hai quindi una sorta di programmazione flessibile e aperta a quello che senti che deve succedere.
Esatto, cioè quando abbiamo fatto il mio sito, quando mi hai aiutato a fare il sito, io volevo la massima flessibilità, perché ho bisogno di seguire il mio sentire e quindi se io voglio fare un qualcosa, non voglio chiamare qualcuno che mi dice, ah no adesso fammi questa parte, no voglio farla io con i miei colori, cioè comunque ho bisogno di avere molta flessibilità nell’esprimere quello che sento, però questo richiede anche di diventare competente in cose che non sono propriamente il mio mestiere e quindi ho studiato tanto. Anni? Anni davvero, per riuscire a capire come fare cosa, cioè come portare agli altri il mio lavoro.
Ci vuole una programmazione molto precisa e bisogna darsi da fare.
Bene, allora ti lascio l’ultimo messaggio, poi salutiamo.
Allora, il mio messaggio è quello di iniziare ad ascoltarsi, ascoltare se stessi, o se già lo facciamo prendercelo proprio come un momento tutto per noi. Mi verrebbe da dire un impegno, ma poi sembra un’ulteriore cosa da fare, invece no, esattamente come ci occupiamo dei nostri figli, dei nostri animali domestici, della persona che amiamo, del giardino, invece iniziare proprio a dire ok ci sono io ed è importante ascoltarsi attraverso, non lo so, la meditazione, la scrittura, un corso di yoga, ecco quello che…
Sì, lo strumento che ognuno poi trova più adatto a sé.
Esatto, però un momento dove proprio chiudiamo il mondo fuori e ci sono soltanto io in questo momento e mi ascolto e rimango in ascolto. Questo è il mio consiglio.
Grazie, grazie Silvia, grazie a chi ha ascoltato fin qui e io saluto tutti e ci vediamo, ci do appuntamento al prossimo episodio con un’altra esperienza, un’altro ospite. Ciao e grazie. Grazie a tutti.
Ciao, arrivederci.