Le 5 cose che il tuo sito deve avere

Il sito web è uno strumento importante per la tua attività perché ti espone ai tuoi potenziali clienti, presenta il tuo lavoro e la tua offerta e getta le basi per un dialogo e futuri rapporti professionali o vendite. Che il tuo sito sia semplice o complicato, elegante o vistoso, che sia una vetrina scintillante o un contesto più intimo e pacato, per farlo dovrebbe contenere almeno i 5 elementi che seguono. In mancanza di uno di essi, inevitabilmente, il tuo sito assolverà solo parzialmente alle sue funzioni. Continua a leggere

Cosa fare quando qualcuno ti copia?

Ebbene si, può capitare… Può capitare che qualcuno “prenda spunto” in modo un po’ troppo evidente dal nostro lavoro, dal nostro modo di comunicare, da quello che facciamo, dal nostro sito. Certo, tutti impariamo e ci ispiriamo ad altri, ma una cosa è ispirarsi un’altra cosa è copiare. Ci sono situazioni specifiche che ci danneggiano in modo grave in cui è necessario rivolgersi ad un legale, ma ci sono anche tante altre situazioni “minori” in cui possiamo anche decidere di non fare nulla, anche se il senso di frustrazione non è diverso. Continua a leggere

Il marketing non ti piace? Organizzati!

Prima o poi, tutti devono “fare i conti” con il marketing, lo strumento senza il quale un business online e offline ha poche speranze di funzionare. La mancanza di azioni di marketing si traduce inevitabilmente in una mancanza di clienti e nell’impossibilità di sostenere a lungo termine (ma anche nel breve e medio termine) qualsiasi “impresa” commerciale. Sfortunatamente, però, il marketing è spesso anche la componente meno amata della propria attività e per più di un motivo: “marketing significa “vendere” e vendere è IL MALE”; “fare marketing è noioso”; “non ho tempo per il marketing!”; ecc. Continua a leggere

Quando delegare

In questo articolo vorrei parlare di una delle decisioni che, a un certo punto, ti troverai ad affrontare nella gestione della tua attività, ovvero affidare ad altri alcune attività più o meno ricorrenti del tuo business. Continua a leggere

Ep40 Le 4 chiavi del Business del cuore™ – Parte 1 di 6

Chiave

Con questo articolo ti propongo il primo appuntamento di un vero e proprio mini-percorso dedicato alle 4 chiavi del Business del cuore, ovvero quei fattori che aprono “la porta del successo”, un successo vero, che parta prima da quello che desideri e ami veramente (per approfondire, puoi leggere questo articolo). Definiremo queste quattro chiavi, le esamineremo nel dettaglio e faremo alcuni esercizi per valutare “a che punto siamo” o per svilupparle. Buona lettura! Continua a leggere

Ep37 Il cammino dell’imprenditore e il cammino dell’artista

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Nella nostra attività (o nell’attività che vogliamo avviare) dobbiamo partire da noi stessi, da quello che facciamo per pura passione o è meglio partire dal mercato, da quello che desiderano i clienti? Ho sentito spesso esprimere pareri contrastanti sulla questione e, anche se la mia risposta è sempre stata che è necessario trovare il giusto punto d’incontro tra quello che amiamo e quello che desiderano i clienti, trovo sempre l’argomento stimolante e ricco di spunti di riflessione.

Il fatto è che ci sono due diversi modi di approcciare il business, due modalità opposte che possiamo chiamare, come ci suggerisce Ted Hargrave, il cammino dell’imprenditore e il cammino dell’artista.

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Ep36 12 modi per rovinare il tuo Personal Brand

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Il tuo brand ha a che fare con la tua immagine e con la tua reputazione e, proprio come l’immagine e la reputazione, si può facilmente rovinare. Vedremo oggi una serie di comuni errori che possono pregiudicare il tuo brand, in modo da evitarli.

NOTA Questo articolo è disponibile anche in versione audio che puoi scaricare cliccando sul seguente tasto. Inoltre, alla fine dell’articolo avrai la possibilità di accedere a un contenuto in omaggio.

Ecco quindi l’elenco dei più comuni errori che possono rovinare il tuo brand! Continua a leggere

Come definire il giusto prezzo

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Dare un valore concreto ai propri servizi e prodotti è sempre un momento delicato che fa emergere timori, insicurezze e dubbi. Un prezzo troppo alto potrebbe non farti vendere abbastanza, mentre un prezzo troppo basso non ti permetterà di ricavare dal tuo lavoro il giusto compenso. Quindi che fare?

È normale avere incertezze quando stiamo avviando una nuova attività o lanciando un nuovo prodotto o servizio, tuttavia mi è capitato anche di vedere persone con una buona esperienza alle spalle che continuavano ad arrovellarsi sui loro prezzi. Parti quindi dal presupposto che, se hai dubbi, non sei certo la sola! Inoltre, considera che non esistono leggi matematiche o universali in materia e che la tua sensibilità nel capire quello che va bene e quello che non va bene aumenterà con il tempo.

Detto tutto questo, però, qualcosa bisogna pur decidere e, per farlo, non possiamo procedere a tentoni. In questo articolo, voglio suggeriti l’approccio che utilizzo con i miei clienti nel percorso Lanciati! (che contiene un modulo di approfondimento proprio sui prezzi di ben 13 pagine), ma, prima di passare ai conti, dobbiamo fare qualche ragionamento per capire da cosa dipendano i prezzi.

Da cosa dipende il prezzo?

Dal tipo di servizio o prodotto che offri. Giusto? In linea di massima sì: diciamo per l’ordine di grandezza. Ma più nel dettaglio? Dal valore del prodotto o servizio che offri? Ni. Questo è solo uno dei fattori che determinano il prezzo–il fattore più ovvio, in effetti–, ma ce ne sono altri che lo influenzano ancora di più:

1) La sicurezza in te stessa e nel tuo lavoro.

Più sei brava, più i tuoi prezzi possono essere alti. Non c’è molto da dire: è una questione di valore effettivamente offerto. Una componente del prezzo dei tuoi prodotti o servizi è di fatto l’esperienza e la competenza (soprattutto se, per lavoro, “risolvi problemi”).

2) Le riprove sociali

Più hai prove del valore di quello che offri, più persone parlano (bene) di te e del tuo lavoro (come ad esempio le testimonianze sul tuo sito, sui social ecc.), più sei in contatto con i leader del tuo settore che in qualche modo “certificano” la qualità di ciò che fai (endorsement), più le persone saranno disposte a pagare un prezzo alto.

3) La tua disponibilità a correre rischi

Alzare il prezzo significa rischiare di perdere un cliente, abbassarlo, invece, significa aumentare le possibilità di vendere il proprio prodotto/servizio. Sei disposta a rischiare? Fino a che punto? Oppure preferisci guadagnare poco, ma fare il lavoro? E quanto è questo “poco”?

4) I tuoi obiettivi

Perché vuoi fare quel lavoro che ti è stato richiesto? Per guadagnare, certo. Ma, soprattutto se sei all’inizio (ma in certe circostanze anche se non sei tanto all’inizio), possono esserci altre ragioni: per fare esperienza, per allacciare contatti e rapporti, per avere visibilità, per inserirti in un nuovo settore, ecc. Insomma, il prezzo di ciò che offri, può dipendere anche da ciò in cui stai investendo. Se vuoi investire in esperienza, allora i tuoi prezzi possono essere più bassi.

5) Il tuo brand

Più sei nota, più il tuo brand è “famoso”, più puoi permetterti prezzi alti. Con questo non voglio incitarti a concentrarti sulla notorietà e a vendere aria fritta, ma semplicemente dire che il livello percepito del brand ha un suo (rilevante) peso  e può fare la differenza. Detto in parole povere, se hai un sito amatoriale, una presenza online incoerente, oppure se ti presenti in modo poco professionale, è naturale che i tuoi potenziali clienti saranno meno disposti a spendere un prezzo alto per un servizio che appare di basso valore.

D’altra parte, è vero anche il contrario: spesso un prezzo basso può farti apparire meno brava di quello che sei e altrettanto spesso, infatti, ho sentito consigliare di mantenere un livello di prezzi alto per dimostrare che il livello del proprio prodotto o servizio è alto. Se questo suggerimento può essere sensato dopo aver curato molto bene il tuo brand e come presenti la tua attività, ti consiglio di fare ATTENZIONE: se sei poco nota o non hai un brand di alto livello, non basta alzare i prezzi per innalzare anche il livello percepito del tuo brand. Concentrati prima sul presentarti in modo più professionale e adatto alla tua nicchia di mercato per innalzare il valore percepito.

Facciamo un po’ di conti

Passiamo ora ai conti. Se proprio non hai alcuna idea di quale prezzo dare alla tua offerta,il primo passo è esaminare la concorrenza. Ci sono altre proposte simili sul mercato? Quanto costano? Questa ricerca ti dà già il posso della situazione su quello che le persone in generale sono disposte a pagare per quel prodotto o servizio.

Fatto questo, passiamo alla parte che spesso fa più paura: il tuo lavoro di deve dare da vivere. C’è quindi un limite oggettivo sotto il quale non ha nessun senso scendere. Non cercare di avere la meglio sulla concorrenza proponendo prezzi più bassi: ti porterebbe a distruggere nel tempo la qualità del tuo lavoro e quindi la tua atttività.

Cerca quindi di capire quali sono entrate sufficienti, buone e ottime per il tuo lavoro. Considera le tasse da pagare (Iva, Irpef), i costi fissi (hai un affitto? Quanto costa la connessione a Internet?) e le spese (ti servono materiali?). Considera quanto tempo vuoi o puoi lavorare e quanto puoi produrre in quel tempo o quanti clienti puoi seguire: insomma c’è un tetto massimo oltre il quale non puoi andare per mancanza di tempo?

A questo punto, dovresti avere trovato:

  • un intervallo di prezzi che trovi sensato. Ad esempio, da 50 a 150 € (dove 50 € è il prezzo che ti porta a un reddito sufficiente, 100 € buono, 150 € ottimo), e
  • un intervallo realistico per il mercato. Ad esempio, potresti avere scoperto che i tuoi concorrenti offrono prodotti/servizi simili ai tuoi a 30-100 €.

Se le cose fossero come quelle dell’esempio, potresti ragionevolmente scegliere un prezzo compreso tra i 50 e i 100 €. Ti potrebbe anche capitare, però, di trovarti in una situazione come questa:

  • intervallo sensato per te: 100-200 €;
  • intervallo sul mercato: 20-50 €.

Cosa significa questa situazione? Le possibilità sono due: che hai aspettative poco realistiche (conosci abbastanza il tuo mercato?) oppure che qualcosa non va. Il problema potrebbe essere la nicchia di mercato in cui ti muovi (se sei un’artigiana non puoi competere con i prezzi della grande distribuzione), la tua comunicazione (devi fare percepire alle persone la differenza tra il tuo prodotto artigianale e quello industriale) oppure il tuo modello di business (puoi rendere più scalabile quello che fai? Forse facendo gruppi invece che seguendo 1 a 1? Forse insegnando a fare invece che facendo tu?). Indipendentemente da quale sia la causa di questa disparità di intervalli, questo caso richiede di fare una riflessione e un cambiamento strategico più generale, prima di definire i prezzi.

Ma torniamo al caso più comune, in cui i 2 intervalli si sovrappongono almeno in parte. Fatti tutti i conti, hai stabilito che potresti scegliere un prezzo compreso tra 50 e 100 €: a questo punto, come capire se stare più vicina ai 50 o ai 100 €? Per rispondere a questa domanda… ti dovresti porre altre domande facendo riferimento ai fattori che “pesano” sul prezzo e che abbiamo visto all’inizio dell’articolo. Nello specifico:

  • Come ti differenzi nella tua fetta di mercato? Magari ti rivolgi a una nicchia più specifica, magari hai una personalità o un messaggio che spicca… Insomma, cosa potrebbe far scegliere il tuo prodotto/servizio anche se costa di più di un altro simile?
  • Stai comunicando bene questo qualcosa?
  • Come è percepito il tuo brand rispetto agli altri? Ti presenti in modo professionale come o più dei tuoi concorrenti?
  • Qual è il tuo obiettivo primario: aumentare il numero di clienti (un obiettivo ragionevole se hai iniziato da poco) o aumentare le entrate senza lavorare di più (l’obiettivo solitamente di se sei già strapiena ma non guadagni abbastanza)?

Le risposte a queste domande ti daranno un quadro più ampio del valore di ciò che fai/offri, permettendoti di scegliere in maniera più puntuale il prezzo “giusto” per te o di capire cosa fare per aumentare il valore percepito del tuo brand e quindi avere la libertà di chiedere cifre più alte.

Bene, spero che questo estratto ti sia stato utile e abbia fornito spunti per rispondere alla fatidica domanda “Come faccio  a stabilire i miei prezzi?”. Se sì, fammi sapere le tue riflessioni nei commenti e, se hai domande, non esitare a scrivermi attraverso il modulo di contatto!

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La tua attività sta andando nella giusta direzione? Ecco 7 cose da verificare (e da tenere d’occhio).

Check list business del cuore

Di tanto in tanto è bene fare il punto della situazione nella propria attività per capire se ci stiamo muovendo nella giusta direzione, ma spesso non troviamo il tempo per farlo.

Per aiutarti a verificare velocemente se ti stai muovendo nella giusta direzione ho creato questa check list con 7 aspetti strategici su cui è importante focalizzarsi per creare un business solido sul breve e lungo termine.

#1 Chiarezza – Riesci a dire quello che fai in modo sintetico e sicuro?

In una o due frasi dovresti riuscire a spiegare a chiunque cosa fai e per chi. Se così non è, allenati a farlo perché probabilmente stai perdendo delle occasioni di lavoro e di networking. Continua a leggere

Ep6 Se parli a tutti non parli a nessuno

Diventare esperte in quello che facciamo è una delle strategie chiave per far crescere con efficacia la nostra attività e avere più soddisfazione e clienti. E per “diventare esperte” non intendo fare decine di ulteriori corsi di formazione, studiare per altri anni, leggere mille libri, ma individuare i tuoi clienti potenziali giusti per ciò che offri in modo da rispondere esattamente alle loro esigenze.

In altre parole, dobbiamo individuare quella che nel gergo del marketing viene chiamata “nicchia”, l’argomento di questo articolo e dell’Episodio 6 del podcast (che puoi ascoltare l’audio cliccando sul tasto qui sotto oppure scaricarlo facendo clic con il tasto destro e poi su “SALVA CON NOME”). La nicchia è fondamentale per creare una rete di clienti da zero, per aumentarne il numero, oppure, se sei sovraccarica, per diminuire le ore di lavoro senza ridurre le entrate.

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