COME USARE LA PAURA PER CREDERE IN SE STESSI

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Uno dei principali ostacoli che si frappongono tra un’idea di business e la sua realizzazione è la mancanza di fiducia in sé e nel proprio progetto. Il momento di tradurre in azione il desiderio di creare qualcosa che ci rappresenti, magari abbandonando una vita nota e “sicura” può scatenare incertezze, dubbi e perfino paure in grado di arrestare sul nascere ogni progetto.

In parte, trovo che questa reazione sia perfettamente normale. Salvo alcuni fortunati casi di persone stimolate dai cambiamenti e dalle novità, credo che un certo timore di fronte a un’impresa che potenzialmente potrebbe rivoluzionarci la vita sia una normale forma di difesa connaturata nell’uomo. Anche facendo tutto il possibile per ridurre il rischio al minimo, se paragonato con la vita “di sempre” il progetto di creare una nuova attività può essere percepito come un salto nel buio.

Se esploriamo le nostre paure, spesso, ci accorgiamo che la paura di perdere un lavoro sicuro e il timore di non avere tempo per creare la nostra attività sono soltanto le parti più “visibili” e che, più nel profondo, ciò che effettivamente impedisce la realizzazione dei nostri sogni è la paura dell’ignoto, una paura con cui, tuttavia, dobbiamo imparare a convivere e che dobbiamo imparare a trasformare in motivazione. Come? Ecco alcuni consigli che, nel tempo, ho trovato utili ed efficaci:

  1. Prima di tutto, riconosciamo la paura come tale, cioè come una risposta istintiva a un futuro che non conosciamo. Consideriamo se effettivamente ci sono motivi concreti per avere paura (e, nel caso, agiamo di conseguenza. Per esempio: devo pagare il mutuo? In questo caso non lascerò il mio lavoro, ma avvierò la mia attività in parallelo, magari chiedendo una soluzione part-time o trovando un lavoro “di passaggio” che mi permetta di avere più tempo. O ancora: temo che nessuno acquisterà il mio prodotto o servizio? Prima di buttarmi mi preoccuperò di valutare, testare e strutturare bene la mia idea di business) o se semplicemente è la mancanza di familiarità con un mondo nuovo che ci frena, che ci fa addurre scuse e pretesti per non fare il passo successivo.
  2. Imparare a “convivere” con la paura in questo caso non significa subirla passivamente, ma imparare ad accettarla come un ingrediente imprescindibile del business. Nel nostro percorso, avremo numerosissime occasioni in cui dovremo, per esempio, prendere una decisione rapida oppure scegliere tra due strategie differenti, senza ulteriori elementi a indicarci quale delle due otterrà i risultati migliori. Anche se–come ripeto—utilizzeremo le tecniche e gli approcci più collaudati e oculati, in misura più o meno grande ci troveremo sempre a dover compiere “salti nel vuoto” e ogni salto sarà un’occasione per diventare più abili ad affrontare l’incertezza e per diventare più padrone di noi stesse.
  3. Utilizziamo la paura come un “promemoria”: quando ci assale il timore, ripensiamo ai nostri sogni e a tutto ciò che vorremmo realizzare. Consideriamo l’impatto positivo che il nostro progetto avrà sulla nostra vita e sul mondo che ci circonda: sulla nostra famiglia e su chi amiamo, ma anche in scala più grande: sulla nostra comunità, sulla nostra città e—perché no—sul mondo intero. A cosa rinunceremmo e cosa perderemmo se non facessimo il “salto”?

Spero che questi consigli ti saranno utili la prossima volta che sorgeranno dubbi e incertezze e, se hai voglia, raccontami nei commenti quale è o è stata la paura più grande nella creazione della tua attività.

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