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Sii come appari

Questo non è il solito articolo del tipo “come ripartire alla grande dopo le vacanze”. Mentre sedevo di fronte allo schermo, ho guardato indietro a questi ultimi anni di lavoro “sul Web” e il post ha preso tutta un’altra piega. Ho riflettuto su come questo lavoro mi abbia cambiata, su come ciò che faccio (e non faccio) mi rappresenti ogni giorno di più e da qui sono nate alcune riflessioni che credo siano tanto importanti per il business quanto le indicazioni e i suggerimenti più “tecnici”.

Il marketing e il personal branding sono strumenti fondamentali, ma anche trappole di cui si può cadere facilmente vittima. È innegabile che Internet, per coinvolgere lettori e/o potenziali clienti, richieda di utilizzare il giusto linguaggio e la giusta “personalità”, visiva e non. Spesso, tuttavia, le immagini patinate, le storie appassionanti, i messaggi ispiranti che tanto attirano la nostra curiosità nascondono un mero desiderio di successo e non necessariamente corrispondono all’identità di chi li ha creati. Su Internet tutto sembra possibile e si rischia di cadere nel tranello di credere che basta “apparire” per “essere” quello che non si è.

Bada bene, è normale che, all’inizio, buona parte della forza del tuo business nasca dalle riflessioni e dalle analisi che ti portano a creare il giusto linguaggio, il giusto brand ecc. Ma questo “giusto brand”, nella mia visione, deve nascere dal connetterti con le tue motivazioni più profonde, con il tuo modo di essere e la tua identità, non solo dalla necessità di lanciare sul mercato la tua attività in modo quanto più efficace e profittevole possibile. A questa fase inoltre, deve poi seguire una crescita formativa e personale che “giustifichi” e sostenga sul lungo termine l’identità del business.

Detto in parole povere, credo sia legittimo stabilire fin da subito come vogliamo apparire, ma questo va fatto partendo sempre da chi siamo realmente e sfruttando questa occasione per conoscerci meglio e tracciare la strada per diventare (professionalmente e non solo) ciò che desideriamo essere sul Web. In fondo, escludendo le ovvie considerazioni sul posizionamento, la nicchia e così via, ciò che rimane è l’intenzione di restituire una precisa immagine di noi stesse, il desiderio di incarnare un’identità specifica, che ci rispecchi e ci rappresenti al meglio.

Dal mio punto di vista, creare un brand comporta due responsabilità: la prima verso noi stesse e la seconda verso il cliente. Verso noi stesse, dobbiamo essere oneste: analizzare le nostre capacità, le nostre risorse, la nostra personalità e perfino la nostra visione del mondo per seguire un percorso di crescita e cambiamento che ci porti a incarnare realmente il nostro brand. Se vogliamo essere felici nel nostro lavoro non possiamo vivere una finzione. Un un’attività fondata su un “conflitto di personalità” è molto più faticosa da sostenere e—sono convinta—non può avere che vita breve. Viceversa, un’attività coerente con ciò che siamo o intendiamo realmente diventare, avrà un’evoluzione spontanea e, in definitiva, più solida.

Nei confronti dei nostri clienti, d’altra parte, abbiamo il dovere di raccontare la verità e di dare sempre il massimo. Chi si rivolge a noi ci accorda la sua fiducia che non può essere disattesa:  non possiamo fingere di essere chi non siamo e dobbiamo accertarci di essere padrone di tutti i nostri strumenti per garantire affidabilità e qualità.

In conclusione, il mio consiglio è di prestare attenzione al brand che vuoi creare e portare online: accertati che non nasca solo da motivazioni esteriori come il successo, il denaro, il riconoscimento, ecc., ma che nasca dal cuore, che rappresenti cioè fino in fondo ciò in cui credi e ciò che sei o che intendi diventare. Per parafrasare il noto proverbio, i finti brand hanno le gambe corte.

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Ep47 Zen to done: la nona abitudine, le routine

Zen to Done è un percorso, ideato da Leo Babauta, per diventare efficaci e organizzati attraverso 10 buone abitudini che si acquisiscono gradualmente nel giro di 10 mesi.

Vista l’importanza dell’organizzazione e della produttività nella vita, soprattutto quando si lavora in proprio, sto spiegando nel dettaglio come mettere in pratica Zen to Done negli epidodi del podcast Business Crescita e Femminilità.

In questa pagina trovi tutti gli episodi relativi a Zen to Done.

Nell’episodio di oggi vediamo la nona abitudine: creare routine.

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Perché ti serve un manifesto per la tua attività?

Cos’è un “Manifesto” e perché crearne uno per la tua attività

In breve, un manifesto è un documento in cui una persona, un’azienda o un’organizzazione esprime i suoi valori, intenzioni, obiettivi, visione e così via. Potremmo considerarlo una dichiarazione di intenti resa esplicita, una vera e propria “radiografia” di ciò che anima il soggetto o il business che lo propone.

Come già dicevo anni fa nell’articolo “Conosci il tuo perché?”, per creare basi solide per la tua attività è fondamentale conoscere le motivazioni e i valori che stanno alla base di quello che fai. Questa chiarezza ti dà motivazione, focus ed energia. Quando poi inizi a condividerla con gli altri, accadono vere e proprie magie: le altre persone entrano più facilmente in sintonia con te, vieni compresa più velocemente e più profondamente, inizi a incontrare sempre più persone speciali e affini a ciò che sei e i rapporti che intrecci diventano più solidi e appaganti.

Un modo particolarmente efficace (e creativo) per comunicare quello in cui credi è appunto il manifesto. Ma come crearlo?

I 7 passi per creare il tuo manifesto

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Ep46 Zen to done: l’ottava abitudine, semplificare

Zen to Done è un percorso, ideato da Leo Babauta, per diventare efficaci e organizzati attraverso 10 buone abitudini che si acquisiscono gradualmente nel giro di 10 mesi.

Vista l’importanza dell’organizzazione e della produttività nella vita, soprattutto quando si lavora in proprio, sto spiegando nel dettaglio come mettere in pratica Zen to Done negli epidodi del podcast Business Crescita e Femminilità.

In questa pagina trovi tutti gli episodi relativi a Zen to Done.

Nell’episodio di oggi vediamo l’ottava abitudine: semplificare.

Il nostro modo di vivere è decisamente troppo complicato e pieno di impegni, attività, strumenti, informazioni e, di conseguenza di stress. Continua a leggere

Vendere artigianato online: i 5 errori (molto comuni) da non fare

Spesso chi produce oggetti artigianali, ad un certo punto, decide di creare un sito web sul quale cercare di vendere le proprie creazioni sfruttando le grandi potenzialità della rete. Sicuramente il web offre agli artigiani una grandissima opportunità, tuttavia, se è questo il tuo caso, ti invito a stare molto attenta a non commettere i seguenti cinque errori che—ahimè—vedo ripetersi frequentemente. Continua a leggere

Come scrivere la pagina “Chi sono”

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La pagina “Chi sono” è importante per due tipi di persone: chi non ti conosce e chi sta decidendo se acquistare i tuoi servizi (o prodotti). Nel primo caso, lo scopo della pagina “Chi sono” è evidente: farti conoscere da chi è arrivato sul tuo sito web per la prima volta dimostrando una coerenza tra ciò che sei e ciò che fai (la tua competenza); nel secondo caso, la pagina “Chi sono” può (e deve) creare una connessione emotiva con chi ha deciso di leggerla, dimostrando che proprio tu sei la persona giusta per le sue esigenze. Continua a leggere

Cos’è e come creare un calendario editoriale per i social

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Oggi, con pochi semplici passi e gratuitamente, puoi creare una pagina Facebook per il tuo business e iniziare a proporti al vasto pubblico dei social. La creazione di una pagina professionale è davvero alla portata di tutti, meno alla portata di tutti è gestirla in maniera efficace. Una pagina Facebook (in questo post mi concentro su FB, ma la teoria vale per tutti i canali social) non è semplicemente un modo per “esserci”, ma assolve a due importanti funzioni: Continua a leggere

Trova la tua voce

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Creare e far crescere il proprio business, in qualche modo, è come imparare a scrivere professionalmente. In entrambi i casi è fondamentale trovare un modo distintivo e personale di comunicare con chi fruisce del nostro lavoro. In altre parole, in entrambi i casi, si tratta di trovare la propria “voce”. Trovare la propria voce, tuttavia, non è un’impresa semplice e immediata: richiede introspezione e pratica. In questo articolo voglio suggerirti un modo per rendere più rapido ed efficace questo processo. Continua a leggere

Ep36 12 modi per rovinare il tuo Personal Brand

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Il tuo brand ha a che fare con la tua immagine e con la tua reputazione e, proprio come l’immagine e la reputazione, si può facilmente rovinare. Vedremo oggi una serie di comuni errori che possono pregiudicare il tuo brand, in modo da evitarli.

NOTA Questo articolo è disponibile anche in versione audio che puoi scaricare cliccando sul seguente tasto. Inoltre, alla fine dell’articolo avrai la possibilità di accedere a un contenuto in omaggio.

Ecco quindi l’elenco dei più comuni errori che possono rovinare il tuo brand! Continua a leggere

COME TE NON C’È NESSUNA

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Come te non c’è nessuna e, come tu sei unica e speciale, così deve essere il tuo business!

Il personal branding tratta proprio di questo, di rendere differenti prodotti e servizi che sono (o possono apparire) molto simili. Si basa sul concetto di “unicità e singolarità”: se un brand è forte, i clienti percepiscono l’idea che sul mercato non esiste nulla di simile. Continua a leggere