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Cosa devo scrivere sul mio blog? 6 tipi di post efficaci

Il blog, nel corso di questi anni, ha fatto parecchia strada: da semplice contenitore di link, è diventato una sorta di diario online per trasformarsi quindi in un prezioso strumento di marketing e branding, uno dei principali canali di comunicazione con il tuo pubblico. Sono certa che, se hai una presenza online, anche tu hai una pagina “Blog” e sono altrettanto sicura che, come me, qualche volta ti sarai chiesta (generalmente il giorno prima della data di pubblicazione programmata): e ora che scrivo?

In questo articolo ti voglio indicare i tipi di post a cui ho fatto ricorso in questi anni e che si sono rivelati più efficaci per portare traffico al sito. Puoi utilizzare l’elenco per “dare ritmo” al tuo blog o per superare il blocco dello scrittore che, quando si producono molti contenuti, prima o poi colpisce tutti. Buona lettura! Continua a leggere

Come scrivere contenuti “contagiosi”

Il passaparola è dieci volte più efficace della normale pubblicità, ma perché le persone parlano e condividono alcune cose e non altre? Perché alcune idee si diffondono e alcuni contenuti diventano virali? Jonah Berger, professore alla scuola di business Wharton, introduce (più o meno) in questo modo il suo libro Contagious, che, uscito nel 2013, è diventato subito un classico del marketing. In questo post voglio raccontarti le 5 caratteristiche che un contenuto deve avere, secondo gli studi decennali di Berger, per essere ricordato, per essere, insomma, “contagioso”.

L’idea di base è che certi messaggi hanno una lunghezza, una struttura, un tono che si “incastra” meglio con la nostra mente: restano più impressi e si ricordano meglio. Queste caratteristiche chiave, secondo il modello di Berger, si possono sintetizzare nell’acronimo S.U.C.C.E.S., cioè il messaggio deve essere:

Simple (semplice): è meglio dare poche informazioni, massimo una o due perché molte informazioni vengono facilmente dimenticate. Quindi meglio poco ma buono, da cui l’importanza di definire con esattezza cosa comunicare e cosa tralasciare.

Unexpected (inatteso): si ricordano di più le cose che stupiscono. Quando inserisci qualcosa di inaspettato, quando rompi uno schema, stimoli la curiosità e l’attenzione, contribuendo, di nuovo, a rendere il tuo contenuto memorabile.

Concrete (concreto): parlare di un’alimentazione sana e gustosa è meno efficace che evocare la dolcezza croccante di una mela in una calda giornata d’estate. Dipingi delle immagini nella mente del lettore, evitando termini astratti e concettuali.

Credible (credibile): naturalmente è importante che le persone credano al tuo messaggio. Usare dati e statistiche è utile ma affianca sempre i freddi numeri con qualcosa di noto e concreto. Ad esempio, invece di scrivere “Milano ha 1.370.000 abitanti”, potresti scrivere “Milano ha tanti abitanti come Catania, Venezia, Verona, Padova e Trieste insieme” (nota che ho inserito un elenco di città per rendere il senso di grandezza della popolazione di Milano e non una sola città di popolazione equivalente).

Emotional Stories (storie emotivamente coinvolgenti): come facciamo a far sì che alle persone interessi quello che abbiamo da dire? Mettendo in relazione l’idea con qualcosa di importante e significativo per loro. A tale scopo, raccontare una storia che coinvolga emotivamente il lettore è un ottimo strumento: invece di spiegare come superare una difficoltà in modo accademico, potresti, ad esempio, raccontare un episodio che illustri come tu o un tuo cliente/conoscente ha superato quella difficoltà specifica.

Più un messaggio ha queste caratteristiche più è probabile che venga ricordato e condiviso, insomma che abbia successo. E tu inserisci queste caratteristiche nei tuoi contenuti? Sono certa che, se inzierai a farlo, la tua comunicazione diventerà più efficace e, da qui, la sfida che ti propongo: scegli da 1 a 3 caratteristiche tra quelle indicate in questo post e usale in un tuo contenuto, quindi condividi qui sotto nei commenti le caratteristiche che hai scelto e anche il link al contenuto. Buon lavoro!

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L’importanza di essere offline

Passare del tempo offline, cioè non connessa alla rete con smartphone, computer o altri dispositivi, è uno dei più bei regali che puoi farti. Il tempo offline ti permette di fare di più e di fare meglio perché è un tempo di qualità, un tempo consapevole che puoi dedicare strategicamente alla tua attività e alla tua vita.

Internet, gli smartphone, i computer portatili, i tablet, sono strumenti potentissimi che possono cambiarci la vita e che, in realtà, ce l’hanno già cambiata. La mia, sicuramente, l’hanno cambiata. Quando ho avviato la mia attività di formazione del Business del cuore vivevo sui monti, in un piccolissimo paese di 13 abitanti, ma con una connessione Internet molto potente. In rete ho approfondito le mie competenze, in rete ho iniziato a parlare dell’importanza di lavorare facendo quello che amiamo, in rete ho proposto la mia offerta, ho trovato i primi clienti e ho fatto crescere la mia attività. Grazie alla rete, lavoro tutt’oggi da casa o da qualsiasi altro luogo desideri (ovviamente purché abbia una buona connessione). In sintesi, grazie alla rete, ho trasformato la mia passione in un vero proprio lavoro: in questo senso la rete è un grande dono.

Ma c’è un ma… Proprio come il cioccolato (almeno per me), è facile eccedere. Il cioccolato rende i dolci deliziosi, ma se mangi cioccolato tutto il giorno, tutti i giorni, il tuo corpo non ne sarà felice, così come non è felice la tua mente se sei sempre connessa. Troppe informazioni, troppi stimoli, troppe richieste producono infatti troppo “rumore” e il rumore ci fa perdere il focus su noi stesse e su quello che davvero importante per noi.

Restare disconnesse, ci consente di di fare silenzio e di trovare il tempo e la lucidità per fare il punto della situazione o di scoprire in che direzione muoverci rispondendo al quelle domande fondamentali che danno senso alla nostra vita e al nostro lavoro:

  • Quali sono gli obiettivi veri, importanti, che vuoi raggiungere?
  • Cosa hai fatto negli ultimi mesi o anni per raggiungerli?
  • Cosa non hai fatto che invece avresti dovuto fare? Perché?
  • Cosa puoi fare nei prossimi mesi per andare verso quello che desideri?
  • Quali sono le motivazioni profonde che ti guidano?
  • Le tue azioni quotidiane nascono dalle tue motivazioni profonde o si disperdono in 1000 “cose che devi proprio fare” ma che, in fondo, non hanno importanza?

Ecco allora il mio suggerimento. Prenditi del tempo “disconnesso”, lontana dal bombardamento di informazioni, non distratta dall’annuncio dell’ultima strategia di marketing. Un momento in cui ci sia solo tu, un quaderno e una penna. Potresti fare una passeggiata da sola nella natura; o anche solo ritagliarti qualche momento durante le ore di lavoro, alla finestra, con una tisana in mano e lo sguardo alle nuvole. Goditi il momento: non forzare le risposte, ma crea lo spazio perché emergano da sole, lasciando lavorare la tua intuizione e la tua creatività.

Ricorda che anche nel business, intuizione e creatività sono le tue più fedeli guide; seguile e rimarrai in contatto con il tuo centro, sarà più facile prendere decisioni e le tue scelte saranno–nella maggior parte dei casi–quelle giuste. Sono sufficienti un’oretta alla settimana, o 10/15 minuti al giorno: facendo di questi momenti offline un’abitudine, intuizione e creatività arriveranno. Ma mi raccomando: disconnettiti anche quando sei sempre di fretta e pensi di non avere tempo. Soprattutto quando sei sempre di fretta e pensi di non avere tempo!

Concludendo, ritagliati periodicamente momenti offline: sarai più centrata, serena, riposata e, soprattutto, molto più lucida per elaborare nuove strategie per il tuo business e molto più produttiva.

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La mia attività funziona: devo proprio portarla online?

Se hai un’attività che porti avanti senza l’aiuto della rete, anche da anni e anche che funziona bene, probabilmente ti sarà capitato di sentirti dire dai tuoi clienti o conoscenti “Ma come? Non hai un sito web?” E, altrettanto probabilmente, dopo avere sentito ripetere la fatidica domanda più volte, avrai iniziato a pensare che forse, questo sito, prima o poi dovrai farlo… Continua a leggere

Il marketing non ti piace? Organizzati!

Prima o poi, tutti devono “fare i conti” con il marketing, lo strumento senza il quale un business online e offline ha poche speranze di funzionare. La mancanza di azioni di marketing si traduce inevitabilmente in una mancanza di clienti e nell’impossibilità di sostenere a lungo termine (ma anche nel breve e medio termine) qualsiasi “impresa” commerciale. Sfortunatamente, però, il marketing è spesso anche la componente meno amata della propria attività e per più di un motivo: “marketing significa “vendere” e vendere è IL MALE”; “fare marketing è noioso”; “non ho tempo per il marketing!”; ecc. Continua a leggere

Vendere artigianato online: i 5 errori (molto comuni) da non fare

Spesso chi produce oggetti artigianali, ad un certo punto, decide di creare un sito web sul quale cercare di vendere le proprie creazioni sfruttando le grandi potenzialità della rete. Sicuramente il web offre agli artigiani una grandissima opportunità, tuttavia, se è questo il tuo caso, ti invito a stare molto attenta a non commettere i seguenti cinque errori che—ahimè—vedo ripetersi frequentemente. Continua a leggere

Come recuperare energie e motivazione

Recentemente mi sono trovata a considerare l’impatto della mia attività sulla qualità della mia vita. L’amore per il mio lavoro è enorme: amo i miei clienti, la prospettiva di aiutarli a creare il loro “business del cuore”, ho tantissime nuove idee e progetti, ecc. Sono certa che tantissime di noi si trovano in questa fortunata condizione, una condizione che tuttavia nasconde un risvolto da tenere d’occhio. Continua a leggere

Quando delegare

In questo articolo vorrei parlare di una delle decisioni che, a un certo punto, ti troverai ad affrontare nella gestione della tua attività, ovvero affidare ad altri alcune attività più o meno ricorrenti del tuo business. Continua a leggere

Come scrivere la pagina “Chi sono”

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La pagina “Chi sono” è importante per due tipi di persone: chi non ti conosce e chi sta decidendo se acquistare i tuoi servizi (o prodotti). Nel primo caso, lo scopo della pagina “Chi sono” è evidente: farti conoscere da chi è arrivato sul tuo sito web per la prima volta dimostrando una coerenza tra ciò che sei e ciò che fai (la tua competenza); nel secondo caso, la pagina “Chi sono” può (e deve) creare una connessione emotiva con chi ha deciso di leggerla, dimostrando che proprio tu sei la persona giusta per le sue esigenze. Continua a leggere

Cos’è e come creare un calendario editoriale per i social

calendario-editoriale

Oggi, con pochi semplici passi e gratuitamente, puoi creare una pagina Facebook per il tuo business e iniziare a proporti al vasto pubblico dei social. La creazione di una pagina professionale è davvero alla portata di tutti, meno alla portata di tutti è gestirla in maniera efficace. Una pagina Facebook (in questo post mi concentro su FB, ma la teoria vale per tutti i canali social) non è semplicemente un modo per “esserci”, ma assolve a due importanti funzioni: Continua a leggere