QUANDO SERVE UN COACH, UN MENTORE, UN CONSULENTE A UN LAVORATORE AUTONOMO?

I coach, i mentori, i consulenti alla persona sono figure ancora poco utilizzate in Italia, sia riferito al business che quando si parla di vita privata. Se nelle grandi aziende il consulente è presente ormai da tempo e inizia a essere abbastanza frequente anche la presenza di coach che lavorano con categorie specifiche come ad esempio il top management o le vendite, tra i lavoratori autonomi e i liberi professionisti queste figure sono ancora poco conosciute: non si sa chi sono, cosa fanno, in che modo lavorano e soprattutto quale vantaggi possono dare al lavoratore autonomo a fronte dell’investimento che deve sostenere.

Avendo lavorato come libera professionista per 10 anni, frequentato e lavorato con tante altre libere professioniste, conosco le difficoltà che si incontrano, e so quanto un supporto specializzato può essere utile per risolvere le problematiche di questa categoria. Lo so così bene che dare questo tipo di supporto è diventato il mio lavoro!

 Allora, come faccio a capire se mi serve un supporto esterno?

Mi serve un coach, un mentore, un consulente personale se: voglio chiarirmi le idee, voglio ottenere risultati migliori in meno tempo, voglio essere e dare il meglio, voglio avere più soddisfazione dal mio lavoro, sia dal punto di vista personale che economico, voglio evitare errori sfruttando l’esperienza di altri, voglio conoscere le migliori e più aggiornate strategie e tecniche per raggiungere i miei obiettivi.

Quando si lavora in proprio capita spesso di cadere nella “Spirale della frustrazione” e quello è sicuramente il momento giusto per chiedere aiuto ad un professionista.

La spirale inizia spesso con la sensazione di indecisione e mancanza di chiarezza su qualche scelta o decisione da compiere, o sul senso di quello che stiamo facendo e la direzione da dare al nostro business.

Questo ci porta a cercare informazioni e oggi non è difficile trovarne in quantità. Ci guardiamo attorno, ascoltiamo consigli, leggiamo riviste e soprattutto cerchiamo su Internet perdendoci nel mare della rete dove tutto c’è, tutto si mescola e si confonde.

Iniziamo ad applicare le strategie di cui abbiamo letto in quel sito, a fare marketing come suggerito dall’altro sito, ma nulla sembra funzionare per noi.

Lavoriamo duramente, proviamo nuove cose ma spesso ci accorgiamo molto presto che non fanno al caso nostro e i risultati che otteniamo sono scarsi.

Ci impegniamo ancora di più ma non abbiamo una direzione ben definita e non otteniamo quello che vogliamo. Questo fa diminuire la fiducia in noi stesse e fa aumentare l’insicurezza e l’indecisione.

E via, il ciclo ricomincia, ad un livello di energia e speranza sempre più basse.

In una qualsiasi delle fasi della spirale della frustrazione l’intervento di un professionista specializzato, di un coach, permette di spezzare il circolo vizioso.

Ma il coaching, il mentoring, la consulenza costano! Questa è una delle obiezioni più comuni: se il mio business non va bene come posso pensare di spendere soldi in più per un aiuto esterno?

Certo, il supporto di un professionista costa, è naturale. Ma permette anche di “risparmiare” un bel po’ di costi che non prendiamo in considerazione perché sono costi nascosti.

  • Quanto ci costa stare nella spirale della frustrazione?
  • Quanto ci costa aspettare mesi o anni prima che la nostra attività vada a gonfie vele?
  • In quei mesi (o anni) quanto potremmo guadagnare se avviamo e facciamo crescere la nostra attività nel più breve tempo possibile, grazie al supporto specializzato di un professionista?

“Si certo”, penserai, “lo dici perché lo fai di lavoro”. Ed è vero, lo faccio di lavoro e sono a disposizione di chiunque desideri lavorare con me, ma non credo in quello che ho scritto perché è il mio lavoro: al contrario, è il mio lavoro proprio perché ci credo!

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