Le 4 chiavi del Business del cuore™ – Parte 4 di 6

Nell’articolo precedente abbiamo elencato 5 abitudini mentali che ci permettono, una volta acquisite, di procedere in modo più semplice e più rapido verso il lavoro dei nostri sogni:

  • Abitudine 1: allarghiamo la nostra zona del possibile
  • Abitudine 2: il pensiero positivo, o meglio pensare IN positivo
  • Abitudine 3: non temiamo, ma ricerchiamo gli obiettivi
  • Abitudine 4: scriviamo i nostri obiettivi professionali
  • Abitudine 5: formuliamo obiettivi che funzionano

Abbiamo quindi affrontato le prime tre, riflettendo su quanto sia importante:

  • realizzare quanto ciò che percepiamo come possibile influenzi i nostri comportamenti e quindi la nostra realtà, allenandoci ad ampliare consapevolmente la nostra “zona del possibile” per aprirci a nuove opportunità;
  • focalizzarci e lavorare con “quello che c’è” piuttosto che concentrarci su “quello che ci manca” attendendo che arrivi;
  • stabilire i nostri obiettivi per aumentare le possibilità di raggiungerli definendo una strada che ci conduca dove vogliamo.

In questo articolo, ci occuperemo delle ultime due abitudini: due strumenti semplici ma efficaci che potrai utilizzare da subito per creare la tua Mappa degli obiettivi.

Abitudine 4: scriviamo i nostri obiettivi professionali

Scrivere i nostri obiettivi aumenta la probabilità di realizzarli. Questo dato emerge da uno studio condotto dalla Dominican University of California. Il primo pensiero che ci viene in mente sentendo questo suggerimento di solito è che scrivere i nostri obiettivi sia una cosa estremamente semplice.

È vero: è semplice, tuttavia non è banale. Per scrivere in modo conciso quello che vogliamo ottenere—diciamo in una frase di un paio di righe—significa infatti avere ben chiaro ciò che desideriamo e la capacità di focalizzarci e di eliminare il superfluo. Semplice, inoltre, non vuol dire non efficace. Vorrei sottolineare questo aspetto perché, spesso, le cose semplici ci fanno pensare: “è talmente semplice che non c’è bisogno che lo faccia, è come se lo avessi fatto”. Un simile atteggiamento è sempre un errore: anche gli esercizi più semplici sono efficaci a una condizione, ovvero SE LI FACCIAMO. Non se li leggiamo semplicemente, non se li impariamo o li raccontano ad altri, solo se li facciamo!

Abitudine 5: formuliamo obiettivi che funzionano

A tutte noi sarà capitato di porci un obiettivo più e più volte senza mai portarlo a temine e, non tanto per circostanze esterne avverse, quanto per non aver fatto noi stesse ciò che era necessario. Se ti sei trovata in questa situazione più volte, è probabile che la frustrazione ti abbia già fatto passare la voglia di definire nuovi obiettivi. Che fare allora? Prima di tutto cambiare qualcosa in ciò che hai sempre fatto. Se acquisirai anche solamente l’abitudine di formulare gli obiettivi nel modo corretto e svilupperai la tua Mappa degli obiettivi come ti indicherò nel seguito, difficilmente ti ricapiterà provare la stessa frustrazione.

Ma cosa significa definire obiettivi nel modo corretto? Significa formulare obiettivi “che funzionano” (cioè ci portino più vicino alla nostra meta, alla situazione ideale). Il fatto che alcuni obiettivi “funzionino” e altri no non dipende dal caso: gli obiettivi “che funzionano” hanno una serie di caratteristiche specifiche.

Prima di tutto, per funzionare, un obiettivo deve:

  • essere stimolante e ambizioso: deve entusiasmarci quando pensiamo di raggiungerlo e deve farci venire voglia di agire;
  • essere realistico: se desideriamo qualcosa di irrealizzabile o che sentiamo fuori dalla nostra portata, ci passerà subito la voglia di fare;
  • essere espresso in positivo, cioè evitando le negazioni (es: NON “non voglio più avere pochi clienti”, MA “Voglio avere un numero di clienti soddisfacente”);
  • avere un tempo di realizzazione adeguato (es: “Voglio avere un numero di clienti soddisfacente entro il mese di giugno”). In generale, è meglio se è più a breve termine per stimolarci all’azione;
  • essere misurabile, per sapere con certezza se o eventualmente “in che percentuale” lo abbiamo raggiunto (quindi meglio sarebbe “Voglio avere 5 nuovi clienti entro il mese di giugno”);
  • essere ecologico e ben integrato nella nostra Mappa degli Obiettivi. “Ecologico” qui significa non in conflitto con altri aspetti importanti della nostra vita.

Per formulare correttamente i tuoi obiettivi, puoi utilizzare la checklist sottostante.

Checklist_obiettivi
La creazione della Mappa degli obiettivi

Gli obiettivi che ci poniamo per il nostro lavoro (così come per gli altri aspetti della nostra vita) fanno parte di un quadro più grande, una mappa che riguarda i nostri sogni, i nostri valori e quello che è importante per noi nella vita. Al livello più alto c’è il nostro senso di scopo: la nostra missione a livello personale e professionale. Quando abbiamo chiara la nostra missione e la nostra attività è allineata con essa siamo nella situazione ottimale.

La missione è legata profondamente al contributo che vogliamo portare al mondo per renderlo un posto migliore. Ad esempio, attraverso la nostra attività possiamo migliorare la vita dei nostri clienti, diminuire l’impatto sull’ambiente, oppure possiamo creare qualcosa di bello, o educare alla pace e al rispetto i bambini, ecc. La nostra missione è qualcosa di intimo e profondo, strettamente connesso con la nostra identità, ai nostri valori e alle nostre doti. È il nostro speciale modo di dare un contributo.

Mappa_obiettivi

Per vivere allineate con il nostro obiettivo-missione, che è a lungo termine e può durare anche una vita, avremo vari obiettivi strategici, che sono a medio termine. Da questi discendono gli obiettivi pratici a breve termine e infine le azioni, che sono i passi a brevissimo termine che dobbiamo compiere per raggiungere gli obiettivi pratici. Queste azioni sono ciò che possiamo iniziare a fare subito.

Esempio: se la mia missione è aiutare gli altri a vivere meglio migliorandone la salute, un obiettivo professionale strategico potrebbe essere sviluppare un’attività in proprio come nutrizionista che mi permetta di dare supporto alle persone che vogliono instaurare delle corrette abitudini alimentari. Per farlo, avrò bisogno di obiettivi pratici:

  1. frequentare scuole/corsi;
  2. capire come avviare il mio business.

Dagli obiettivi pratici discenderanno quindi le azioni. Ad esempio:

  1. informarmi sui titoli di studio necessari, informarmi sulle strutture che li offrono, recuperare il denaro se necessario;
  2. contattare chi può fornirmi supporto nell’avviamento della mia attività.

Prova ora a ragionare in questo modo e a creare la tua mappa degli obiettivi, sull’esempio dell’immagine della pagina precedente.

Nota: la missione è qualcosa di grande, ma non è necessario che sia “quella giusta” al primo tentativo. Non esiste nemmeno “quella giusta”. Con il passare del tempo, conoscendoci sempre meglio e chiarendoci le idee, potremo modificarla, ampliarla o renderla più specifica.

Creando la nostra Mappa degli obiettivi—scendendo dall’alto, dalla missione, verso il basso, le azioni—creeremo spontaneamente un piano d’azione che sarà una guida potente verso il miglioramento. Ovviamente non è necessario (né possibile) definire all’inizio tutte le azioni necessarie a raggiungere l’obiettivo finale: quanto più è lontano nel tempo, tanto più un obiettivo sarà generale e fungerà da bussola per non perdere la strada. L’importante, in ogni caso, è sapere quali sono le azioni per la prossima settimana, per domani. Il resto verrà da sé, passo dopo passo.

Concludiamo qui la parte sulla forma mentis. Nel prossimo articolo affronteremo il tema delle competenze trasversali. In particolare ci occuperemo di alcune strategie basilari per raggiungere i clienti giusti nel modo giusto. Buon lavoro!

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