IL LAVORO COSTRUITO SULLA PASSIONE: LA STORIA DI CLAUDIO

claudio bocchi

Sono molte felice di condividere con voi una storia che ci offre grandi insegnamenti e ispirazione, quella di Claudio Bocchi, musicista e insegnante di canto che, dopo aver fatto per anni un lavoro “qualsiasi”, ha costruito da zero la sua carriera e realizzato il suo sogno. Claudio, dopo aver letto il post sul successo, mi ha inviato il racconto della sua storia, che trovate di seguito: un bellissimo esempio di successo come “progressiva realizzazione di un obiettivo di valore”, di creazione di un lavoro basato sulle proprie passioni e di quanto un percorso di questo tipo ci permetta di crescere e diventare persone migliori, più felici, più soddisfatte e anche più “brave” in quello che facciamo.(E in questo caso l’ho sperimentato: ho preso lezioni da Clauidio per solo un paio di mesi ed è riuscito a farmi fare miglioramenti incredibili, nonostante io fossi la classica “stonata irrecuperabile” :))

Mi chiamo Claudio e ho 44 anni. Nel 2005 mi sono trovato disoccupato, senza un soldo, e insoddisfatto del mio passato lavorativo.

Non volevo tornare al mestiere che avevo fatto negli anni precedenti come lavoratore dipendente (sempre che avessi trovato chi mi assumesse, cosa tutt’altro che facile), perché in cambio di un po’ di sicurezza economica avevo vissuto molte frustrazioni e infelicità.

Avevo deciso in quel periodo di intraprendere l’attività di musicista e insegnante di canto, un sogno accarezzato da molto tempo.

La prima sorpresa venne dal fatto che durante un colloquio presso lo sportello di orientamento mi sono trovato di fronte ad una persona (Barbara Grillo, a cui va la mia gratitudine) che non ha giudicato irrealizzabile il mio desiderio… se io volevo fare il musicista mi avrebbe aiutato!

Questo atteggiamento per me è stato di grande incoraggiamento!

Se qualcuno che nemmeno mi conosceva poteva credere alla mia sfida, forse anche altri avrebbero potuto farlo.

Sono convinto che la fiducia possa fare miracoli con le persone, la sua fiducia ha cominciato a cambiarmi, a trasformare l’atteggiamento verso gli ostacoli che la mia scelta mi poneva di fronte.

All’atto pratico compilammo insieme una lista di locali che facevano musica dal vivo e di scuole di musica da contattare.

Non ricordo poi esattamente il colloquio, ma me ne è rimasto impresso il senso:

 potevo e dovevo ripartire da me stesso, dal mio talento e dalle mie inclinazioni.

Se anche non fossi riuscito avrei potuto dire di averci provato!

In questi anni ho scoperto che questo suggerimento era profondamente vero, e ancora più valido in questi tempi difficili in cui occorre ripensare l’ingresso nel mondo del lavoro puntando sulla creatività e l’imprenditorialità.

Bisogna dire che in passato avevo fatto studi privati durati sette anni, prendendo lezioni di canto e pianoforte, e quindi avevo già cominciato ad investire su di me, costruendo una professionalità.

Inoltre possedevo l’attrezzatura necessaria ad esibirmi nei locali.

Ma da dove cominciare, a 36 anni, senza esperienza e senza contatti?

Sarebbe stato facile scoraggiarsi e lasciar perdere, ma io volevo provare… avrei fatto sacrifici per realizzare un MIO sogno!

Sono una persona piuttosto timida, e credo di non aver mai utilizzato quella lista, però a partire da quel giorno ho condiviso la mia decisione con amici e conoscenti, spargendo la voce e cominciando a muovere i primi passi nel settore.

Ho cominciato a dare lezioni di canto ad una persona, poi a due, poi a tre… e ho fatto qualche serata nei locali del centro.

Agli inizi ho tenuto tariffe molto basse per essere più… accessibile e per paura che le mie richieste non fossero accettate.

Devo anche dire che, sempre a partire dal quel momento, oltre ad aver incontrato persone che hanno creduto in me, mi sono capitate diverse curiose coincidenze, che mi hanno aiutato ad allargare il mio giro, sia per quanto riguarda l’insegnamento che le serate musicali.

Per qualche anno ho anche accettato lavoretti occasionali di qualsiasi tipo, per riempire il molto tempo libero che la mia attività nascente mi lasciava, ed integrare le mie entrate.

Vivevo questi “riempitivi” come un modo per continuare a costruire serenamente la mia futura vita da musicista.

Anche i miei genitori mi hanno aiutato, dopo le prime perplessità hanno capito che facevo sul serio.

Queste sono le altre lezioni importanti che ho imparato in questi anni: nessuno meglio di te può decidere per il tuo futuro, e nessuno può impedirti di realizzare i tuoi sogni, se i tuoi sogni sono ben costruiti.

Si, io penso che un sogno (un progetto) debba avere certe caratteristiche ben precise per essere veramente irresistibile e diventare reale!

Deve essere “vero” cioè‚ partire da un’inclinazione reale della tua persona verso un’attività, e qui bisogna essere assolutamente onesti con se stessi.

Deve essere supportato da una certa competenza, almeno sufficiente per cominciare a confrontarsi con il mercato.

È sano prepararsi ad accettare qualche insuccesso… io ho fatto qualche inevitabile errore e ovviamente mi sono confrontato con un mercato (la mia città, Genova) in cui operano persone che svolgono la mia professione già da tempo.

Penso però che ognuno possa dare il suo personale contributo al mestiere che sceglie, originale ed insostituibile, e quindi senza pensare di essere migliore di nessuno ho sempre cercato di fare del mio meglio.

Se dovessi dare un altro consiglio ad un giovane che intraprende una professione direi questo: affronta ogni cosa che fai come se fosse la prima volta, dando sempre il meglio.

Non si può mai sapere chi ti sta osservando!

Altra cosa importante è essere capaci di aspettare e di fare sacrifici: costruire una professione può richiedere anche diversi anni!

Pensando alla mia storia (ad oggi mi guadagno da vivere facendo un lavoro vario ed appassionante) mi rendo conto di quanto ogni difficoltà possa essere vissuta come opportunità di cambiamento, e di quanto sia fondamentale partire da se stessi, dalle proprie inclinazioni e talenti nella ricerca di una collocazione professionale, basando su “punti di forza” (ognuno ne possiede qualcuno!) l’approccio e l’atteggiamento alla ricerca.

È indispensabile anche avere una qualche formazione attinente all’attività che si vuole svolgere, per cominciare subito a confrontarsi sul mercato con il proprio talento.

Sarà poi naturale entrare nella mentalità della “formazione permanente”, quando tutto ciò che riguarda il nostro lavoro, e soprattutto il “nostro” modo di interpretarlo, ci interesserà e ci fornirà nuovi spunti per un approccio originale.

Non esiste mai un solo modo di fare qualcosa, ma esiste il “mio” modo di farlo!

 Claudio Bocchi

Grazie Claudio per la condivisione del tuo percorso!

4 commenti
  1. enrica
    enrica dice:

    Ho trovato questa bella frase sul successo e mi sembra calzi a pennello:

    “Success is not the key to happiness. Happiness is the key to success. If you love what you are doing, you’ll be a success.”
    Il successo non è la chiave per la felicità. La felicità è la chiave per il successo. Se ami ciò che fai, sarà un successo. Albert Schweitzer

    Rispondi
  2. Sonia
    Sonia dice:

    Ho studiato da lui, ed anche se per poco tempo, mi ha cambiato proprio il modo di cantare e ascoltare la musica 🙂 ha una passione che non ho mai visto in nessuno.. Così accesa e viva 🙂 ti voglio bene!

    Rispondi

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