Ep37 Il cammino dell’imprenditore e il cammino dell’artista

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Nella nostra attività (o nell’attività che vogliamo avviare) dobbiamo partire da noi stessi, da quello che facciamo per pura passione o è meglio partire dal mercato, da quello che desiderano i clienti? Ho sentito spesso esprimere pareri contrastanti sulla questione e, anche se la mia risposta è sempre stata che è necessario trovare il giusto punto d’incontro tra quello che amiamo e quello che desiderano i clienti, trovo sempre l’argomento stimolante e ricco di spunti di riflessione.

Il fatto è che ci sono due diversi modi di approcciare il business, due modalità opposte che possiamo chiamare, come ci suggerisce Ted Hargrave, il cammino dell’imprenditore e il cammino dell’artista.

L’imprenditore è colui il quale guarda prima di tutto il mercato: vede un bisogno non soddisfatto e trova un modo per soddisfarlo al meglio.

L’artista invece non guarda affatto al mercato, ma parte da se stesso, dal proprio desiderio di creare e di portare la sua “arte” al mondo (intendendo il termine “arte” in senso lato: quello che la persona crea attraverso il proprio lavoro, che sia un dipinto, un corso, un sito web o un servizio).

Questi due diversi approcci hanno vantaggi e svantaggi, errori tipici e portano a situazioni diverse. Vediamoli più più da vicino per capire come puoi non ricadere nel loro “trappole” ma piuttosto portare nella tua attività i lati positivi di entrambi.

La via dell’artista.

L’artista ama quello che fa, ne è profondamente appassionato. Il fatto che ci sia qualcuno che lo paghi per il suo lavoro è secondario: lo farebbe comunque.

L’artista prova un profondo appagamento nello svolgere il suo lavoro che è probabilmente il centro della sua vita. Non disdegna il denaro e la possibilità di arricchirsi ma, generalmente, il suo pensiero principale è “sarei felice se potessi guadagnare dal mio lavoro il minimo indispensabile per vivere”.

Vantaggi

All’artista non mancherà mai il senso di scopo in quello che fa e l’appagamento che deriva dal suo lavoro.

Svantaggi

Non considerando il mercato, l’artista potrebbe non trovare clienti, o averne sempre troppo pochi per poter vivere del suo lavoro (e rischia di dover “fare altro” per guadagnarsi da vivere…).

Il caso estremo di un approccio da artista è quello, ad esempio, di un pittore che dipinge di quadri che non riesce a vendere e quindi vive in miseria. Pensiamo ad esempio a Van Gogh il cui lavoro artistico è stato apprezzato soltanto postumo.

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La via dell’imprenditore.

L’imprenditore vede un desiderio non soddisfatto (espresso o latente che sia) e crea un servizio o prodotto per soddisfarlo.

L’imprenditore può anche creare un business su qualcosa per cui non prova nessun interesse: svolge il suo lavoro con lo scopo di avere un’entrata economica e, se non guadagnasse dalla sua attività, farebbe tutt’altro.

Vantaggi

L’imprenditore non ha difficoltà a trovare clienti: non proporrà mai al mercato un prodotto un servizio che nessuno vuole, proprio perché le necessità del mercato sono il suo punto di partenza.

Svantaggi

L’imprenditore, soprattutto quando ha raggiunto il suo scopo (il livello di entrate che desidera) può provare un profondo senso di insoddisfazione che deriva dalla mancanza di scopo del suo lavoro. In un casi estremi, il lavoro dell’imprenditore potrebbe essere “senz’anima” e lui potrebbe diventare “l’imprenditore senza scrupoli” che mette il profitto prima di tutto il resto.

Chiaramente, essendo questi dei modelli astratti, nessuno di noi segue al 100% la strada dell’imprenditore o quella dell’artista, ma, a seconda del nostro modo di essere, tendiamo più verso un approccio piuttosto che verso l’altro.

Quindi che fare? Bisogna segliere se rinunciare al guadagno o rinunciare alla passione?

Naturalmente no: è necessario, se vogliamo avere un’attività appagante dal punto di vista umano e che ci sostenga economicamente, trovare il giusto punto di equilibrio tra la strada dell’artista è quella dell’imprenditore e il Business del Cuore si trova proprio in quel punto di equilibrio.

Il segreto è trovare quel servizio o prodotto che ci appassioni e, contemporaneamente, sia di reale utilità per gli altri.

Se, come la maggior parte delle persone con cui lavoro, tendi spontaneamente verso il cammino dell’artista, dovrai iniziare a “creare la tua arte” e poi dovrai “uscire nel mondo” alla ricerca della tua nicchia, cioè confrontarti con il mercato per andare a cercare quel piccolo gruppo di persone che hanno bisogno e apprezzano quello che offri.

Ricorda che la tua “arte” non sarà mai per tutti, ma dovrai impegnarti per trovare “la tua tribù”, cioè quello specifico gruppo di persone (piccolo ma non troppo: deve bastare per sostenere il tuo business!) che ne ha bisogno e la apprezza a tal punto da essere disposto a pagare per acquistarla.

E se quel gruppo non esiste o è troppo piccolo? Premesso che, nel nostro mondo (e mercato) globale, è davvero molto ma molto difficile che sia così, se proprio non trovi la tua nicchia potrai apportare qualche piccola modifica alla tua “arte” per andare incontro al mercato.

Il lavoro di ricerca della tua nicchia ti porterà inevitabilmente a confrontarti con persone e potenziali clienti e questo confronto, se fatto nel giusto modo e con il giusto approccio, ti sarà di grandissimo aiuto perché ti indicherà chiaramente in che modo il tuo prodotto servizio deve evolvere, crescere o svilupparsi per andare a incontrare un reale bisogno delle persone.

Questa idea del cammino dell’imprenditre e dell’artista per me è stata illuminante perché, quello che faccio nei miei percorsi, è proprio portare chi tende a percorrere il cammino dell’artista a trovare il mercato adatto alle sue “creazioni” (che siano creazioni propriamente artistiche o corsi, servizi o prodotti di qualsiasi genere) per non fare più fatica a vendere i propri prodotti/servizi, e, chi invece si concentra troppo sul mercato, a collegarsi con le sue motivazioni più profonde, dando un cuore all’attività e imparando a comunicarlo all’esterno.

E tu? Ti sei riconosciuta in uno dei due approcci?

Ti lascio con questa domanda: provi soddisfazione e appagamento nel tuo lavoro e, contemporaneamente, ne ricavi il giusto sostentamento economico?

Nel caso una di queste due aspetti non dovessero essere ottimali puoi sicuramente lavorare per migliorare l’equilibrio tra la artista è l’imprenditrice che sono dentro di te.

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