Ep4 Il denaro: come gestirlo e farlo lavorare per noi

Oggi parliamo con Roberto Pesce di “intelligenza finanziaria” e denaro, un tema di cui spesso non abbiamo voglia di parlare (se non per lamentarci della sua mancanza…) ma che condiziona in modo importante la nostra vita.

Ci sono sicuramente persone che ne hanno così tanto da poterlo utilizzare senza pensarci su, così come persone le cui necessità economiche sono così limitate da far si che, di nuovo, il denaro non sia qualcosa che le condiziona.

Tra questi due estremi, che esistono ma non sono certo la situazione più comune, c’è la stragrande maggioranza della gente: persone normali che lavorano per vivere e scelgono come utilizzare il loro denaro.

Più queste persone vogliono o devono spendere denaro e/o meno ne guadagnano, più si allontanano da una situazione di benessere e libertà finanziaria. Continua a leggere

Quando è il momento giusto per avviare la tua attività in proprio?

QUANDO è il momento migliore per creare la propria attività?

Questa è una domanda che ho sentito molto spesso e sembra che la risposta sia davvero difficile perché quasi tutti quelli che se la fanno si danno risposte diverse.

Le risposte hanno però un denominatore comune, e cioè iniziano tutte con

“Sarà il momento giusto quando……….”

E questo vale per gli ottimisti, mentre chi lo è meno spesso dice:

“Ormai è tardi, avrei dovuto farlo quando…………..” Continua a leggere

METODO SEMPLICISSIMO PER NON FARSI SCORAGGIARE DAGLI ERRORI

Sei mai stata bloccata dalla paura di sbagliare o scoraggiata dopo aver commesso un errore? Se si, leggi fino in fondo, questo semplicissimo medoto potrebbe fare al caso tuo!

Senza dubbio se vogliamo avere successo nella nostra attività dobbiamo perseguire con costanza i nostri obiettivi (ho già citato la peristenza come unico vero “segreto” del successo), dobbiamo trovare nuove strategie quando quelle che utilizziamo non funzionano, nuove soluzioni e imparare dagli errori che è assolutamente naturale commettere.

Ma diciamo la verità, quando qualcosa non va come avremmo voluto o quando commettiamo un errore, la nostra energia e il nostro entusiasmo ne risentono. Continua a leggere

COME USARE LA PAURA PER CREDERE IN SE STESSI

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Uno dei principali ostacoli che si frappongono tra un’idea di business e la sua realizzazione è la mancanza di fiducia in sé e nel proprio progetto. Il momento di tradurre in azione il desiderio di creare qualcosa che ci rappresenti, magari abbandonando una vita nota e “sicura” può scatenare incertezze, dubbi e perfino paure in grado di arrestare sul nascere ogni progetto.

In parte, trovo che questa reazione sia perfettamente normale. Salvo alcuni fortunati casi di persone stimolate dai cambiamenti e dalle novità, credo che un certo timore di fronte a un’impresa che potenzialmente potrebbe rivoluzionarci la vita sia una normale forma di difesa connaturata nell’uomo. Anche facendo tutto il possibile per ridurre il rischio al minimo, se paragonato con la vita “di sempre” il progetto di creare una nuova attività può essere percepito come un salto nel buio.

Se esploriamo le nostre paure, spesso, ci accorgiamo che la paura di perdere un lavoro sicuro e il timore di non avere tempo per creare la nostra attività sono soltanto le parti più “visibili” e che, più nel profondo, ciò che effettivamente impedisce la realizzazione dei nostri sogni è la paura dell’ignoto, una paura con cui, tuttavia, dobbiamo imparare a convivere e che dobbiamo imparare a trasformare in motivazione. Come? Ecco alcuni consigli che, nel tempo, ho trovato utili ed efficaci:

  1. Prima di tutto, riconosciamo la paura come tale, cioè come una risposta istintiva a un futuro che non conosciamo. Consideriamo se effettivamente ci sono motivi concreti per avere paura (e, nel caso, agiamo di conseguenza. Per esempio: devo pagare il mutuo? In questo caso non lascerò il mio lavoro, ma avvierò la mia attività in parallelo, magari chiedendo una soluzione part-time o trovando un lavoro “di passaggio” che mi permetta di avere più tempo. O ancora: temo che nessuno acquisterà il mio prodotto o servizio? Prima di buttarmi mi preoccuperò di valutare, testare e strutturare bene la mia idea di business) o se semplicemente è la mancanza di familiarità con un mondo nuovo che ci frena, che ci fa addurre scuse e pretesti per non fare il passo successivo.
  2. Imparare a “convivere” con la paura in questo caso non significa subirla passivamente, ma imparare ad accettarla come un ingrediente imprescindibile del business. Nel nostro percorso, avremo numerosissime occasioni in cui dovremo, per esempio, prendere una decisione rapida oppure scegliere tra due strategie differenti, senza ulteriori elementi a indicarci quale delle due otterrà i risultati migliori. Anche se–come ripeto—utilizzeremo le tecniche e gli approcci più collaudati e oculati, in misura più o meno grande ci troveremo sempre a dover compiere “salti nel vuoto” e ogni salto sarà un’occasione per diventare più abili ad affrontare l’incertezza e per diventare più padrone di noi stesse.
  3. Utilizziamo la paura come un “promemoria”: quando ci assale il timore, ripensiamo ai nostri sogni e a tutto ciò che vorremmo realizzare. Consideriamo l’impatto positivo che il nostro progetto avrà sulla nostra vita e sul mondo che ci circonda: sulla nostra famiglia e su chi amiamo, ma anche in scala più grande: sulla nostra comunità, sulla nostra città e—perché no—sul mondo intero. A cosa rinunceremmo e cosa perderemmo se non facessimo il “salto”?

Spero che questi consigli ti saranno utili la prossima volta che sorgeranno dubbi e incertezze e, se hai voglia, raccontami nei commenti quale è o è stata la paura più grande nella creazione della tua attività.

QUANDO SI DICE “METTERCI LA FACCIA”

Qualche anno fa ho aperto un blog e non ho voluto mettere nessuna fotografia mia e nemmeno il mio nome. Riservatezza? Timidezza? Insicurezza?

Ora non solo metto il nome e la faccia, ma scrivo anche a caratteri cubitali quello che credo, penso e desidero. E non sono slogan messi lì, sono proprio le mie motivazioni più profonde, quello che mi guida e mi porta a fare quello che faccio, nel lavoro come nella vita. Continua a leggere