LA REALIZZAZIONE DI UN SOGNO: BALLARE!

Karen X. Cheng impara a ballare in un anno e documenta i suoi progressi dai movimenti impacciati dei primi giorni fino alla realizzazione del suo sogno: essere una ballerina.
Questo video ha avuto quasi 4 milioni di visualizzazioni e la giovane donna, che ci racconta sul suo blog quanto sia importante perseverare per riuscire, è diventata famosa sul web e ora insegna a ballare in 100 giorni con video di 10 secondi alla volta nel progetto “Give it 100”.

COME USARE LA PAURA PER CREDERE IN SE STESSI

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Uno dei principali ostacoli che si frappongono tra un’idea di business e la sua realizzazione è la mancanza di fiducia in sé e nel proprio progetto. Il momento di tradurre in azione il desiderio di creare qualcosa che ci rappresenti, magari abbandonando una vita nota e “sicura” può scatenare incertezze, dubbi e perfino paure in grado di arrestare sul nascere ogni progetto.

In parte, trovo che questa reazione sia perfettamente normale. Salvo alcuni fortunati casi di persone stimolate dai cambiamenti e dalle novità, credo che un certo timore di fronte a un’impresa che potenzialmente potrebbe rivoluzionarci la vita sia una normale forma di difesa connaturata nell’uomo. Anche facendo tutto il possibile per ridurre il rischio al minimo, se paragonato con la vita “di sempre” il progetto di creare una nuova attività può essere percepito come un salto nel buio.

Se esploriamo le nostre paure, spesso, ci accorgiamo che la paura di perdere un lavoro sicuro e il timore di non avere tempo per creare la nostra attività sono soltanto le parti più “visibili” e che, più nel profondo, ciò che effettivamente impedisce la realizzazione dei nostri sogni è la paura dell’ignoto, una paura con cui, tuttavia, dobbiamo imparare a convivere e che dobbiamo imparare a trasformare in motivazione. Come? Ecco alcuni consigli che, nel tempo, ho trovato utili ed efficaci:

  1. Prima di tutto, riconosciamo la paura come tale, cioè come una risposta istintiva a un futuro che non conosciamo. Consideriamo se effettivamente ci sono motivi concreti per avere paura (e, nel caso, agiamo di conseguenza. Per esempio: devo pagare il mutuo? In questo caso non lascerò il mio lavoro, ma avvierò la mia attività in parallelo, magari chiedendo una soluzione part-time o trovando un lavoro “di passaggio” che mi permetta di avere più tempo. O ancora: temo che nessuno acquisterà il mio prodotto o servizio? Prima di buttarmi mi preoccuperò di valutare, testare e strutturare bene la mia idea di business) o se semplicemente è la mancanza di familiarità con un mondo nuovo che ci frena, che ci fa addurre scuse e pretesti per non fare il passo successivo.
  2. Imparare a “convivere” con la paura in questo caso non significa subirla passivamente, ma imparare ad accettarla come un ingrediente imprescindibile del business. Nel nostro percorso, avremo numerosissime occasioni in cui dovremo, per esempio, prendere una decisione rapida oppure scegliere tra due strategie differenti, senza ulteriori elementi a indicarci quale delle due otterrà i risultati migliori. Anche se–come ripeto—utilizzeremo le tecniche e gli approcci più collaudati e oculati, in misura più o meno grande ci troveremo sempre a dover compiere “salti nel vuoto” e ogni salto sarà un’occasione per diventare più abili ad affrontare l’incertezza e per diventare più padrone di noi stesse.
  3. Utilizziamo la paura come un “promemoria”: quando ci assale il timore, ripensiamo ai nostri sogni e a tutto ciò che vorremmo realizzare. Consideriamo l’impatto positivo che il nostro progetto avrà sulla nostra vita e sul mondo che ci circonda: sulla nostra famiglia e su chi amiamo, ma anche in scala più grande: sulla nostra comunità, sulla nostra città e—perché no—sul mondo intero. A cosa rinunceremmo e cosa perderemmo se non facessimo il “salto”?

Spero che questi consigli ti saranno utili la prossima volta che sorgeranno dubbi e incertezze e, se hai voglia, raccontami nei commenti quale è o è stata la paura più grande nella creazione della tua attività.

QUANDO SERVE UN COACH, UN MENTORE, UN CONSULENTE A UN LAVORATORE AUTONOMO?

I coach, i mentori, i consulenti alla persona sono figure ancora poco utilizzate in Italia, sia riferito al business che quando si parla di vita privata. Se nelle grandi aziende il consulente è presente ormai da tempo e inizia a essere abbastanza frequente anche la presenza di coach che lavorano con categorie specifiche come ad esempio il top management o le vendite, tra i lavoratori autonomi e i liberi professionisti queste figure sono ancora poco conosciute: non si sa chi sono, cosa fanno, in che modo lavorano e soprattutto quale vantaggi possono dare al lavoratore autonomo a fronte dell’investimento che deve sostenere.

Avendo lavorato come libera professionista per 10 anni, frequentato e lavorato con tante altre libere professioniste, conosco le difficoltà che si incontrano, e so quanto un supporto specializzato può essere utile per risolvere le problematiche di questa categoria. Lo so così bene che dare questo tipo di supporto è diventato il mio lavoro! Continua a leggere

QUANDO SI DICE “METTERCI LA FACCIA”

Qualche anno fa ho aperto un blog e non ho voluto mettere nessuna fotografia mia e nemmeno il mio nome. Riservatezza? Timidezza? Insicurezza?

Ora non solo metto il nome e la faccia, ma scrivo anche a caratteri cubitali quello che credo, penso e desidero. E non sono slogan messi lì, sono proprio le mie motivazioni più profonde, quello che mi guida e mi porta a fare quello che faccio, nel lavoro come nella vita. Continua a leggere

WEBINAR “I 7 PASSI PER CREARE UN BUSINESS DI CUI ESSERE PAZZA!”

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Ma possiamo davvero pensare di creare un business che ci piaccia da impazzire?

Che cosa è questo business, come è fatto?

E… come facciamo a crearlo??

La risposta a queste domande in questo audio della durata di circa 40 minuti dove spiego che cosa intendo per “business di cui essere pazza” e quali sono i 7 passi del Percorso di potenziamento-Business (v. sezione Programmi 1 a 1):

passo 1: CHI SEI – valori, missione, obbiettivi

passo 2: I TUOI DONI – punti di forza, competenze

passo 3: A CHI TI RIVOLGI – i tuoi clienti ideali

passo 4: COSA TI FRENA – identificare e rimuovere blocchi e paure

passo 5: COSA PUOI OFFRIRE – prodotti e servizi

passo 6- RAGGIUNGERE I CLIENTI – strumenti e strategie

passo 7: PIANO D’AZIONE – passi, implementazione, verifica

  Potete ricevere gratuitamente la registrazione del webinar attraverso la mia pagina Facebook o inserendo i vostri dati qui sotto:



Immagine gentilmente concessa con licenza Creative Commons da Visit St. Pete/Clearwater e da noi modificata


CORTROMETRAGGI A REGIA FEMMINILE SU DONNE E LAVORO

zonta short festival ed 2014

Lo Zonta Club Alessandria ha  istituito dal 2012 un concorso nazionale per cortometraggi a regia femminile che nella sua prima edizione ha avuto un esito straordinario, con corti in arrivo da ogni parte d’Italia.

Il bando di quest’anno ha una tematica dedicata a “DONNE E LAVORO”, e una sezione speciale ( anche aperta agli uomini registi) sul tema “PERCORSI DI USCITA DALLA VIOLENZA”.

Sono previsti 3 premi per un valore complessivo di 5.000 euro e un premio speciale, consistente in un’opera d’arte.

Ecco il bando di concorso (in formato .doc per facilitare la compilazione):

Regolamento Concorso Nazionale Corto di Donna ZSF 2014

DA OGGI SU FACEBOOK!

Eccomi qui anche su Facebook, un modo per stare ancora più in contatto 🙂

Venite a visitare la pagina cliccando sull’immagine e… a fare “Mi piace”!!!

Di là c’è una sorpresa, un nuovo omaggio per voi.

COME TE NON C’È NESSUNA

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Come te non c’è nessuna e, come tu sei unica e speciale, così deve essere il tuo business!

Il personal branding tratta proprio di questo, di rendere differenti prodotti e servizi che sono (o possono apparire) molto simili. Si basa sul concetto di “unicità e singolarità”: se un brand è forte, i clienti percepiscono l’idea che sul mercato non esiste nulla di simile. Continua a leggere

IL LAVORO COSTRUITO SULLA PASSIONE: LA STORIA DI CLAUDIO

claudio bocchi

Sono molte felice di condividere con voi una storia che ci offre grandi insegnamenti e ispirazione, quella di Claudio Bocchi, musicista e insegnante di canto che, dopo aver fatto per anni un lavoro “qualsiasi”, ha costruito da zero la sua carriera e realizzato il suo sogno. Claudio, dopo aver letto il post sul successo, mi ha inviato il racconto della sua storia, che trovate di seguito: un bellissimo esempio di successo come “progressiva realizzazione di un obiettivo di valore”, di creazione di un lavoro basato sulle proprie passioni e di quanto un percorso di questo tipo ci permetta di crescere e diventare persone migliori, più felici, più soddisfatte e anche più “brave” in quello che facciamo. Continua a leggere

Cos’è il successo?

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Si sente spesso parlare di successo e anche io, nelle pagine di questo sito e parlando con le persone, utilizzo talvolta questa parola. Ho pensato quindi che fosse importante fare una riflessione su cosa sia effettivamente il successo, cercando di definirlo.

Se, da un lato, tutti vogliamo avere successo nella nostra vita, dall’altro possiamo provare–e io stessa talvolta ho provato–un certo fastidio riguardo a questo termine a causa delle immagini assolutamente fasulle che televisione, riviste, pubblicità associano ad esso. Pensate alle foto patinate di donne con bellezze innaturali che “sono di successo” perché indossano l’abito giusto o portano quel particolare profumo, o alle foto di uomini d’azienda che hanno “conquistato” con aggressività titoli, potere, ricchezza, mercato.

Bene, stabiliamo, prima di tutto, che il successo NON È il raggiungimento di un obiettivo stereotipato e definito da altri, siano essi chi progetta le campagne pubblicitarie, i nostri genitori o i nostri amici che ci consigliano su quello che è meglio per noi o qualcosa che abbiamo letto su internet.

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