Ep48 Zen to done: la decima abitudine, trova la tua passione

Eccoci arrivati alle decima e ultima abitudine di Zen to Done: trovare la propria passione.

Zen to Done è un percorso per eliminare il superfluo e diventare organizzati ed efficaci, integrando nella nostra vita 10 nuove abiutudini in 10 mesi. Leo Babauta, ideatore di Zen to Done, ci indica una ad una le 10 abitudini e, soprattutto, ci spiega come integrarle con successo (perché una cosa è sapere quello che dobbiamo fare, un’altra è farlo davvero!). Continua a leggere

Ep47 Zen to done: la nona abitudine, le routine

Zen to Done è un percorso, ideato da Leo Babauta, per diventare efficaci e organizzati attraverso 10 buone abitudini che si acquisiscono gradualmente nel giro di 10 mesi.

Vista l’importanza dell’organizzazione e della produttività nella vita, soprattutto quando si lavora in proprio, sto spiegando nel dettaglio come mettere in pratica Zen to Done negli epidodi del podcast Business Crescita e Femminilità.

In questa pagina trovi tutti gli episodi relativi a Zen to Done.

Nell’episodio di oggi vediamo la nona abitudine: creare routine.

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Come scrivere contenuti “contagiosi”

Il passaparola è dieci volte più efficace della normale pubblicità, ma perché le persone parlano e condividono alcune cose e non altre? Perché alcune idee si diffondono e alcuni contenuti diventano virali? Il Jonah Berger, professore alla scuola di business Wharton, introduce (più o meno) in questo modo il suo libro Contagious, che, uscito nel 2013, è diventato subito un classico del marketing. In questo post voglio raccontarti le 5 caratteristiche che un contenuto deve avere, secondo gli studi decennali di Berger, per essere ricordato, per essere, insomma, “contagioso”.

L’idea di base è che certi messaggi hanno una lunghezza, una struttura, un tono che si “incastra” meglio con la nostra mente: restano più impressi e si ricordano meglio. Queste caratteristiche chiave, secondo il modello di Berger, si possono sintetizzare nell’acronimo S.U.C.C.E.S., cioè il messaggio deve essere:

Simple (semplice): è meglio dare poche informazioni, massimo una o due perché molte informazioni vengono facilmente dimenticate. Quindi meglio poco ma buono, da cui l’importanza di definire con esattezza cosa comunicare e cosa tralasciare.

Unexpected (inatteso): si ricordano di più le cose che stupiscono. Quando inserisci qualcosa di inaspettato, quando rompi uno schema, stimoli la curiosità e l’attenzione, contribuendo, di nuovo, a rendere il tuo contenuto memorabile.

Concrete (concreto): parlare di un’alimentazione sana e gustosa è meno efficace che evocare la dolcezza croccante di una mela in una calda giornata d’estate. Dipingi delle immagini nella mente del lettore, evitando termini astratti e concettuali.

Credible (credibile): naturalmente è importante che le persone credano al tuo messaggio. Usare dati e statistiche è utile ma affianca sempre i freddi numeri con qualcosa di noto e concreto. Ad esempio, invece di scrivere “Milano ha 1.370.000 abitanti”, potresti scrivere “Milano ha tanti abitanti come Catania, Venezia, Verona, Padova e Trieste insieme” (nota che ho inserito un elenco di città per rendere il senso di grandezza della popolazione di Milano e non una sola città di popolazione equivalente).

Emotional Stories (storie emotivamente coinvolgenti): come facciamo a far sì che alle persone interessi quello che abbiamo da dire? Mettendo in relazione l’idea con qualcosa di importante e significativo per loro. A tale scopo, raccontare una storia che coinvolga emotivamente il lettore è un ottimo strumento: invece di spiegare come superare una difficoltà in modo accademico, potresti, ad esempio, raccontare un episodio che illustri come tu o un tuo cliente/conoscente ha superato quella difficoltà specifica.

Più un messaggio ha queste caratteristiche più è probabile che venga ricordato e condiviso, insomma che abbia successo. E tu inserisci queste caratteristiche nei tuoi contenuti? Sono certa che, se inzierai a farlo, la tua comunicazione diventerà più efficace e, da qui, la sfida che ti propongo: scegli da 1 a 3 caratteristiche tra quelle indicate in questo post e usale in un tuo contenuto, quindi condividi qui sotto nei commenti le caratteristiche che hai scelto e anche il link al contenuto. Buon lavoro!

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L’importanza di essere offline

Passare del tempo offline, cioè non connessa alla rete con smartphone, computer o altri dispositivi, è uno dei più bei regali che puoi farti. Il tempo offline ti permette di fare di più e di fare meglio perché è un tempo di qualità, un tempo consapevole che puoi dedicare strategicamente alla tua attività e alla tua vita.

Internet, gli smartphone, i computer portatili, i tablet, sono strumenti potentissimi che possono cambiarci la vita e che, in realtà, ce l’hanno già cambiata. La mia, sicuramente, l’hanno cambiata. Quando ho avviato la mia attività di formazione del Business del cuore vivevo sui monti, in un piccolissimo paese di 13 abitanti, ma con una connessione Internet molto potente. In rete ho approfondito le mie competenze, in rete ho iniziato a parlare dell’importanza di lavorare facendo quello che amiamo, in rete ho proposto la mia offerta, ho trovato i primi clienti e ho fatto crescere la mia attività. Grazie alla rete, lavoro tutt’oggi da casa o da qualsiasi altro luogo desideri (ovviamente purché abbia una buona connessione). In sintesi, grazie alla rete, ho trasformato la mia passione in un vero proprio lavoro: in questo senso la rete è un grande dono.

Ma c’è un ma… Proprio come il cioccolato (almeno per me), è facile eccedere. Il cioccolato rende i dolci deliziosi, ma se mangi cioccolato tutto il giorno, tutti i giorni, il tuo corpo non ne sarà felice, così come non è felice la tua mente se sei sempre connessa. Troppe informazioni, troppi stimoli, troppe richieste producono infatti troppo “rumore” e il rumore ci fa perdere il focus su noi stesse e su quello che davvero importante per noi.

Restare disconnesse, ci consente di di fare silenzio e di trovare il tempo e la lucidità per fare il punto della situazione o di scoprire in che direzione muoverci rispondendo al quelle domande fondamentali che danno senso alla nostra vita e al nostro lavoro:

  • Quali sono gli obiettivi veri, importanti, che vuoi raggiungere?
  • Cosa hai fatto negli ultimi mesi o anni per raggiungerli?
  • Cosa non hai fatto che invece avresti dovuto fare? Perché?
  • Cosa puoi fare nei prossimi mesi per andare verso quello che desideri?
  • Quali sono le motivazioni profonde che ti guidano?
  • Le tue azioni quotidiane nascono dalle tue motivazioni profonde o si disperdono in 1000 “cose che devi proprio fare” ma che, in fondo, non hanno importanza?

Ecco allora il mio suggerimento. Prenditi del tempo “disconnesso”, lontana dal bombardamento di informazioni, non distratta dall’annuncio dell’ultima strategia di marketing. Un momento in cui ci sia solo tu, un quaderno e una penna. Potresti fare una passeggiata da sola nella natura; o anche solo ritagliarti qualche momento durante le ore di lavoro, alla finestra, con una tisana in mano e lo sguardo alle nuvole. Goditi il momento: non forzare le risposte, ma crea lo spazio perché emergano da sole, lasciando lavorare la tua intuizione e la tua creatività.

Ricorda che anche nel business, intuizione e creatività sono le tue più fedeli guide; seguile e rimarrai in contatto con il tuo centro, sarà più facile prendere decisioni e le tue scelte saranno–nella maggior parte dei casi–quelle giuste. Sono sufficienti un’oretta alla settimana, o 10/15 minuti al giorno: facendo di questi momenti offline un’abitudine, intuizione e creatività arriveranno. Ma mi raccomando: disconnettiti anche quando sei sempre di fretta e pensi di non avere tempo. Soprattutto quando sei sempre di fretta e pensi di non avere tempo!

Concludendo, ritagliati periodicamente momenti offline: sarai più centrata, serena, riposata e, soprattutto, molto più lucida per elaborare nuove strategie per il tuo business e molto più produttiva.

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Perché ti serve un manifesto per la tua attività?

Cos’è un “Manifesto” e perché crearne uno per la tua attività

In breve, un manifesto è un documento in cui una persona, un’azienda o un’organizzazione esprime i suoi valori, intenzioni, obiettivi, visione e così via. Potremmo considerarlo una dichiarazione di intenti resa esplicita, una vera e propria “radiografia” di ciò che anima il soggetto o il business che lo propone.

Come già dicevo anni fa nell’articolo “Conosci il tuo perché?”, per creare basi solide per la tua attività è fondamentale conoscere le motivazioni e i valori che stanno alla base di quello che fai. Questa chiarezza ti dà motivazione, focus ed energia. Quando poi inizi a condividerla con gli altri, accadono vere e proprie magie: le altre persone entrano più facilmente in sintonia con te, vieni compresa più velocemente e più profondamente, inizi a incontrare sempre più persone speciali e affini a ciò che sei e i rapporti che intrecci diventano più solidi e appaganti.

Un modo particolarmente efficace (e creativo) per comunicare quello in cui credi è appunto il manifesto. Ma come crearlo?

I 7 passi per creare il tuo manifesto

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Ep46 Zen to done: l’ottava abitudine, semplificare

Zen to Done è un percorso, ideato da Leo Babauta, per diventare efficaci e organizzati attraverso 10 buone abitudini che si acquisiscono gradualmente nel giro di 10 mesi.

Vista l’importanza dell’organizzazione e della produttività nella vita, soprattutto quando si lavora in proprio, sto spiegando nel dettaglio come mettere in pratica Zen to Done negli epidodi del podcast Business Crescita e Femminilità.

In questa pagina trovi tutti gli episodi relativi a Zen to Done.

Nell’episodio di oggi vediamo l’ottava abitudine: semplificare.

Il nostro modo di vivere è decisamente troppo complicato e pieno di impegni, attività, strumenti, informazioni e, di conseguenza di stress. Continua a leggere

Lavorando con le donne per le donne: tre cose che ho imparato al corso Donne per le Donne

Nel giugno 2016, sono stata invitata in quel di Castel San Pietro Terme per partecipare all’evento Donne per le donne in qualità di relatrice. L’idea iniziale era quella di fermarmi giusto il tempo di parlare di Business al femminile, ma, vista l’atmosfera e il gentile invito delle organizzatrici, ho approfittato dell’occasione per prendere parte a tutto il programma del weekend, vivendo due giorni (e mezzo) straordinari e coinvolgenti.

Lucia Giovannini e Debora Conti sono innanzitutto due donne straordinarie e, naturalmente, due trainer di grande competenza ed esperienza (diciamolo pure, il top sulla piazza). Assistere e partecipare a due giorni di formazione esperienziale full immersion, da donna a donna, è stata un’esperienza di grande valore, sia a livello personale sia professionale. Inoltre è stato (ed è per me) un grande onore portare il mio contributo sul tema del lavoro e del business in un “palco” di così alto livello.

I temi toccati in questi due giorni sono stati davvero tanti… Continua a leggere

Da dove inizio per creare la mia presenza online?

Se hai deciso che è arrivato il momento di creare una tua presenza online (magari dopo aver letto il mio post “La mia attività funziona: è proprio necessario portarla online?” e/o visto il video “Quali obiettivi puoi porti creando una presenza online? Che rischi corri se non la crei?“) in questo articolo vorrei indicarti quali sono i primi passi da fare per realizzarlo nel modo più semplice ed efficace. Continua a leggere

La mia attività funziona: devo proprio portarla online?

Se hai un’attività che porti avanti senza l’aiuto della rete, anche da anni e anche che funziona bene, probabilmente ti sarà capitato di sentirti dire dai tuoi clienti o conoscenti “Ma come? Non hai un sito web?” E, altrettanto probabilmente, dopo avere sentito ripetere la fatidica domanda più volte, avrai iniziato a pensare che forse, questo sito, prima o poi dovrai farlo… Continua a leggere

Il marketing non ti piace? Organizzati!

Prima o poi, tutti devono “fare i conti” con il marketing, lo strumento senza il quale un business online e offline ha poche speranze di funzionare. La mancanza di azioni di marketing si traduce inevitabilmente in una mancanza di clienti e nell’impossibilità di sostenere a lungo termine (ma anche nel breve e medio termine) qualsiasi “impresa” commerciale. Sfortunatamente, però, il marketing è spesso anche la componente meno amata della propria attività e per più di un motivo: “marketing significa “vendere” e vendere è IL MALE”; “fare marketing è noioso”; “non ho tempo per il marketing!”; ecc. Continua a leggere